L’ingenuo Furio s’infuria e Caldarola lo sveglia

Furio Colombo, 77 anni ben portati, ha l’ingenuità di un ragazzino. Glielo scrive tra le righe un Peppino Caldarola, tanto disincantato quanto critico con le maniere, non sempre buone della Gauche. In una sorta di lettera aperta l’ex direttore dell’Unità ricorda a Colombo (in foto), oggi amareggiato per il trattamento riservato al suo successore Padellaro, che al giornale fondato da Gramsci non si usa avvertire la direzione di ciò che il partito decide. E rievoca i suoi duplici trascorsi: a D’Alema, saputo dell’imminente privatizzazione, Caldarola chiese di essere avvertito pur dicendosi pronto a farsi da parte. Seppe dell’assunzione di Fuccillo da Repubblica. Anni dopo, con Veltroni segretario, Caldarola fu rassicurato: «Macché chiusura, nulla da temere». Arrivò il liquidatore mentre parlava alla . Non tempora né mores, caro Colombo. C’est la gauche...