L’inguardabile

L’avete visto L'Infedele mercoledì sera? No? È normale. La crisi di governo ha fatto volare gli ascolti di ogni trasmissione che se n’è occupata, cose pazzesche: hanno volato i telegiornali, ha volato L'Antipatico, ha volato persino Otto e mezzo di Giuliano Ferrara; su Raiuno, Porta a Porta aveva ospite Gianfranco Fini e ha fatto il 27 per cento, eppure Matrix su Canale 5 è riuscito a fare il 16 mentre Primo Piano su Raitre, edizione psico-dramma, nientemeno che il 14, questo dopo che Ballarò edizione-Vigili del fuoco aveva fatto il 16. Tutti pazzi per le dimissioni di Prodi. All'appello non manca nessuno, anzi sì: c'è una sola trasmissione che nel giorno della crisi di governo, pur occupandosi della crisi di governo, è riuscita a fare peggio del solito: L'Infedele di Gad Lerner col suo 3,42. Un campione. È il giusto risultato di questo ex pungingball di Giuliano Ferrara che è ormai la quint'essenza del giornalismo autoreferenziale: sprezzo del pubblico, eloquio da tinello di casa propria, inviti solo per gente che gli solletichi l'ego e quindi per noti campioni d'ascolto come Rina Gagliardi e Paolo Cabras. Avanti così. E fa niente se la trasmissione dovesse cambiare nome.