L’INIZIATIVA HA IL SUPPORTO DI UN COMITATO SCIENTIFICO PRESIEDUTO DA DAVERIO

Camminando lungo i corridoi del centro commerciale Fiordaliso di Rozzano si possono fare incontri inaspettati, come una Dafne in ceramica nell'atto di tramutarsi in albero di alloro per sfuggire ad Apollo o un Mentore in terra cotta, guida sicura per non dimenticare che «siamo nani sulle spalle di giganti».
Le sculture, due opere di Carlo Previtali e di Nada Pivetta, insieme a quelle di Giacomo Benevelli e Giorgio Milani, saranno protagoniste fino al 9 giugno di «FiordArte» l'iniziativa promossa dal centro in collaborazione con Giorgio Lodetti della libreria Bocca e Michela Afeltra della Libreria Giunti e con il supporto di un comitato scientifico presieduto da Philippe Daverio.
«L'arte ritorna in uno dei maggiori luoghi di intercambio tra le persone - ha detto lo storico dell'arte -. Avveniva così in passato, quando le opere d'arte non si erano ancora addormentate nella quiete museale e vivevano senza pudori in mezzo alle merci». Daverio si è dichiarato contrario alla demonizzazione di questi luoghi che molti definiscono junk space, spazio spazzatura, la cui peculiarità sarebbe quella di espandersi dall'interno in maniera disordinata e casuale. Un po' quello che, a livello macroscopico, accade anche nelle grandi metropoli: «Penso che l'Italia sia diversa e spero che il modello per il futuro delle nostre città sia più Siena che Shangai - ha spiegato -. Vedo dei segnali positivi anche nella progettazione di questi mercati moderni, nella cura di alcuni dettagli architettonici che, ad esempio, non si riscontra negli Usa o in altri paesi europei».
Forse, ha aggiunto Daverio, in futuro i centri commerciali saranno essi stessi in grado di «generare un monumentum». E poi, in un paese in cui l'arte rischia di essere «fagocitata da un gruppo di speculatori che stanno a Londra e a New York, ogni gesto di reazione è assolutamente utile».
FiordArte è solo il primo passo verso la trasformazione del centro commerciale di Rozzano in un luogo d'attrazione e intrattenimento: «È una bella opportunità per i visitatori e vorremmo continuare questo percorso anche con mostre di pittura o fotografiche - ha detto Maurizio Martella, direttore del Fiordaliso -. Abbiamo scelto volutamente opere non figurative perché è giusto invitare la gente a comprendere, ad entrare in contatto con l'arte nella sua accezione più ampia e non solo figurativa».