L’iniziativa è stata annunciata dal «Circolo delle Libertà-Roma Liberale» di via Nizza che da ieri ha aperto le iscrizioni alle «ronde delle libertà» Torcia e fotocamera, ecco la ronda antirom Da ieri le prime squadre di volontari nelle strade bui

Spiega che non intende «farsi giustizia da solo» perché «noi cittadini non ne abbiamo l’autorità anche se la voglia di farlo è fortissima». E spiega ancora che da ieri notte contro la delinquenza di origine romena sono attive in città le “Ronde della Libertà”», una specie di copyright coniato da un circolo romano affiliato alla rete creata da Michela Vittoria Brambilla.
L’idea è di Giuseppe Lucà, presidente del Circolo Roma Liberale, con sede a via Nizza. Lucà sta organizzando il reclutamento: volontari che con videocamere, telefoni cellulari, macchine fotografiche continueranno a testimoniare la presenza «della delinquenza che viene dalla Romania, come già abbiamo documentato sul nostro sito da giorni».
«Già dalla prossima notte - annuncia Lucà - organizzeremo le Ronde della Libertà, spontanei controlli delle zone a rischio per garantire quella sicurezza che, a causa delle negligenze del Governo Prodi e delle manchevolezze di Veltroni, di fatto è stata tolta ai romani». E Lucà come esempio spiega che intenderà chiedere il porto d’armi. «Andrò ad abitare - dice - in una zona isolata, per questo mi devo difendere adeguatamente e ho intenzione di ottenere il permesso di poter detenere una pistola, il porto d’armi insomma».
«Il sindaco Veltroni - spiega il presidente del circolo - pensa ad altro, il governo non è in grado di garantire la sicurezza agli italiani, le forze dell’ordine non hanno mezzi a sufficienza, i vigili urbani girano spauriti. Questa è la cornice nella quale si consuma la violenta quotidianità nella capitale. Di fatto i cittadini romani sono privati, loro malgrado, del diritto alla sicurezza. Per questo da stasera e finché inizieranno le Ronde della Libertà, una quindicina di persone vigileranno nelle ore serali quelle zone a rischio, le ronde verranno effettuate tutte le sere e le faremo finché il Governo e Veltroni in prima persona non decideranno di smetterla con il loro buonismo incestuoso che genera solamente insicurezza, morte ed inutile spargimento di sangue».
Ma chi potrà partecipare alle ronde? «Siamo dei volontari - risponde Lucà - ci finanziamo da soli: alle ronde potranno aderire tutti i cittadini che sono stufi di vedere consegnare le loro strade, i loro quartieri e la loro città nelle mani dei romeni. Non gireremo armati, non saremo degli sceriffi con il cinturone pronti a sparare, non avremo spranghe o oggetti contundenti. Saremo armati solamente di telefoni cellulari, walkie talkie e torce per illuminare tutte le strade che continuano ad essere troppo buie. Ripeto, non vogliamo menar le mani, vogliamo solo garantire la sicurezza alla nostra città».
Insomma da questa sera tutti in strada con i videofonini a caccia di Rom? «Spero di sì anche se le giornate festive - conclude Lucà - non ci hanno aiutato a rintracciare volontari. Ma entro due o tre giorni saremo pronti a vigilare sulla sicurezza dei cittadini».
Quella sicurezza che ormai è diventata di gran lunga la prima impellenza cittadina.