Dopo l’inno di Mameli le botte dei no global

Maria Vittoria Cascino

Una bottigliata in testa e due punti di satura. Per una studentessa spezzina finisce così il 2 dicembre di Roma. Dove i grandi numeri non hanno fatto il paio con i cassonetti bruciati, le macchiane rigate o gli insulti gratuiti. Dove la gente sfilava e i poliziotti venivano applauditi. Dove la festa era una dimensione delle coscienze. Sono le 19.30. Piazza San Giovanni si sta lentamente svuotando. C'è il ritorno a casa e la grande dimostrazione di una protesta civile. Negozi aperti e il movimento incessante di un folla straordinaria. Troppa calma. Troppo ordine. Al Colosseo almeno mille persone sono in coda per il metrò. Venti minuti d'attesa. Due ragazzi si sporgono dalla balconata. Gridano, insultano quelli sotto, gestacci. «Il pugno comunista fiero contro le nostre bandiere - racconta S.S., la studentessa ferita - Sono in due. Il primo sputa e lancia cicche di sigarette. Io ero abbastanza lontana. Il secondo ha una bottiglia di birra da 66 cl. La scaglia nel mucchio, sfiora due ragazzi e colpisce me alla tempia sinistra».
Un racconto concitato e lo stupore di chi non capisce tanto accanimento. Quando ormai la tensione cala e resta il gusto buono. «Cado a terra stordita. La mano alla testa e sangue ovunque. Arriva subito l'ambulanza. Finisco al Pronto Soccorso di San Giovanni. Due punti di sutura e otto giorni di prognosi». Mentre un poliziotto registra l'accaduto, l'arrivo di un dimostrante di Lucca che dice di avere ripreso la scena. «Se questo signore mette a disposizione il filmato, posso denunciare quel ragazzo». S. ha ancora vertigini e un forte mal di testa. Ha 23 anni, studia marketing e comunicazione a Milano e vive alla Spezia. Dall'età di 16 anni è nel gruppo giovani di Forza Italia. «Tutto era andato a meraviglia. Entusiasmo e totale coinvolgimento. Poi la violenza gratuita». S. riesce a tornare a casa col pullman. «Ne abbiamo fatto fermare uno per aspettarla» racconta Luigi Morgillo, consigliere regionale Fi, amareggiato da quest'epilogo grave in una giornata di grandi equilibri. Dalla Spezia, oltre al pullman del senatore Grillo, ne sono partiti altri cinque. «Consiglieri provinciali e comunali, dirigenti del partito, sindaci, il gruppo della Val di Magra e quello del Motore Azzurro - conta Morgillo - Politici e normali cittadini insieme. Oltre trecento persone e un viaggio che lascia il segno». Tanti giovani. «I primi a soccorrere S., mentre altri no global col pugno chiuso sputavano e lanciavano bottiglie».
Un motivo in più per insistere sulla gestione dell'evento: «Una prova di cultura ed educazione - ribadisce Roberto Cassinelli, coordinatore cittadino di Fi - Nessun insulto, solo goliardia politica stile anni '60. Quando si muove un popolo di queste dimensioni l'eccezionale è che non ci siano disordini. A livello locale siamo soddisfatti. Ci siamo costantemente tenuti in contatto. Non sarà una spallata al governo, ma senz'altro un segno forte». Dall'immaginario alla realtà della piazza. Il popolo di ritorno a riflettere il cambiamento. Contro le bottigliate e la violenza ideologica.