L’inno del Pdl ha musica e pensieri di Elena

(...) concedetelo a chi scrive, bella e intelligente. Elena è di Loano, lì è cresciuta con la passione politica trasmessa dal padre, «un autentico liberale» come lo definisce Elena, e alimentata da Enrico Nan che le ha fatto muovere i primi passi nell’arena. Oggi coordina i giovani del territorio, si occupa del comitato provinciale ma da qualche tempo non c’è solo Savona nelle sue mire. Perché tra Forza Italia e Pdl sta girando lo stivale: Milano, Roma, Gubbio, Montecatini . A tutti i grandi appuntamenti, vuoi come relatrice, vuoi come appassionata, lei c’è. Studia Giurisprudenza, corre tra Loano e Genova tutti i giorni, poi ci si sono gli appuntamenti del partito, quindi il riposo. E che cosa fa una ragazza di 24 anni per riposarsi? Qualche partita a tennis e poi scuola di canto, lettura attenta di Oscar Wilde e composizione di canzoni. Testo e musica, rigorosamente. Ne fa ottanta al mese.
E una è piaciuta anche al presidente Silvio Berlusconi. Si chiama «Per la libertà» e potrebbe diventare il nuovo inno del Popolo della Libertà. Il suo ingresso ufficiale l’ha già fatto alla festa del Pdl di Milano lo scorso 4 ottobre, ora spetta a Berlusconi ufficializzare la decisione di adottarlo, «e se è necessario si troverà quel cd anche sotto il piattino del tè» scherza con fare determinato la Pappalardo.
Quell’inno non l’ha scritto un giorno qualsiasi, ma la sera del predellino. Quella domenica 18 dicembre 2007 in cui Silvio diede il via al partito unico del centrodestra da piazza San Babila. Le sue parole hanno emozionato la politica in erba che si è messa a comporre: «Sono orgogliosa del suo coraggio: è scritto per lui». Poi lo scorso febbraio l’incontro con il senatore Antonio Tommassini che lei oggi considera il suo ispiratore politico e l’appuntamento con il presidente a cui ha portato la composizione.
Sogna di diventare una parlamentare e studia per farlo. Non ha mai coperto incarichi amministrativi («è bello occuparsi dell’organizzazione del partito») e conta di stare ancora ferma un turno non scendendo in campo per le provinciali («ci sono tante persone prima di me, correrei il rischio di rimanere stirata sotto una macchina»). Ama la sua terra e le persone che fanno politica con lei, in particolare Enrico Nan e Angelo Vaccarezza: «Spero di vedere Angelo come presidente della Provincia: ama il suo territorio, lavorerebbe come nessuno ha mai fatto prima». In tutto questo c’è anche una vita sentimentale. Andrea, 31 anni studente in medicina. Ottima intesa nella vita, pessima sulle idee politiche: «Non la pensa come me- ammette Elena- e spesso finiamo per litigare. Ma sono certa che mi voterebbe perché sa che credo in quello che faccio». L’ultimo pensiero è rivolto al papà che non c’è più: «Non mi ha mai spinto a fare politica ma so che sarebbe fiera di me in questo momento. Ogni sera prima di dormire riempio un diario epistolare dove scrivo a mio padre delle mie avventure politiche». Certi che da scrivere ne ha oggi e ne avrà anche in futuro.
(4. continua)