L’insopportabile indole del partigiano Santoro

Il problema, a parer mio, non era se trasmettere o no il programma della Bbc dedicato ai preti pedofili; il problema era e resta a chi affidarne la presentazione. Per una serie di circostanze, l’incarico di gestirlo è toccato a Michele Santoro, tra tutti apparentemente il meno adatto. Egli è infatti condannato da sempre a mettere ad esclusivo rilievo del fenomeno in discussione il lato sporco, brutto e cattivo. Non ci stancheremo di citare come esempio un suo special dedicato al Mezzogiorno d’Italia, in cui era impossibile intravedere nel cielo plumbleo almeno un piccolo squarcio di azzurro, e il mare, che ricordavamo anche limpido e color fiordaliso, ridotto a ospitare il liquame di tutti i Paesi del Mediterraneo.
Che cosa accadrà del fenomeno perverso e orrendo che indubbiamente si manifesta, tra altri vizi e virtù, nella contraddizione drammatica della natura umana inquadrato nella struttura solita di Annozero? Aleggerà l’immagine da jena ridens di Travaglio che par godere nel denunciare i misfatti del mondo? Sopporteremo serissimi le omeriche risate di Vauro compiaciuto delle sue prodezze in schizzi? Assisteremo alla lezioncina imparata a memoria della gradevole fanciulla che tuttavia sembra una replicante senz’anima degna di Blade Runner o di Minnie la Candida di Bontempelli? E Ruotolo? Ruotolo nasconderà la sua indignazione dietro il falso disincanto dei suoi vistosi mustacchi?
Più che timori questi sono giudizi temerari. Ne chiediamo scusa e accordiamo a Santoro la massima fiducia nelle sue proclamate intenzioni di chiamare a discutere del miserabile problema tutte le parti. Qualcuno, presumiamo, chiamerà in causa la Comunione dei Santi secondo cui i meriti degli uni compensano i demeriti degli altri. Che è come dire che il cielo non è tutto plumbeo e il mare non è tutto lordura. Anche nei recessi della coscienza peccaminosa si fa strada uno spiraglio di speranza. Santoro potrebbe obiettare che egli è chiamato, o si è autocandidato, a presentare il lato oscuro del tema. La risposta potrebbe essere che non c’è buio senza luce e che il dovere del buon giornalista, come egli si dichiara, è di essere esauriente e mai parziale.
Detto ciò ci auguriamo di cuore che la prossima puntata di Annozero mortifichi i nostri pregiudizi negativi e ci dia motivo di serie riflessioni sul problema che dolorosamente affligge la coscienza generale.