L’insufficienza renale cronica diventa una priorità sanitaria

La prevenzione dell’insufficienza renale si farà. Si è impegnato ad attuarla il dottor Donato Greco, che dirige appunto il Dipartimento prevenzione del ministero della Salute. Nell’austero palazzo del Senato, questa promessa ha coronato una lunga giornata di approfondimento voluta da Amgen ed affidata ai professori Vittorio Andreucci, presidente della Fondazione del rene e Carmine Zoccali, presidente dei nefrologi italiani. Il primo ha ricordato che le patologie renali sono in aumento. Ne soffrono 5 milioni di italiani, di cui più di due milioni in forma grave, che sbocca nella dialisi (cinquantamila casi) o addirittura nel trapianto di rene (15mila nel 2006). L’avanzata di queste malattie, ha detto Andreucci, è ormai un problema di salute pubblica, purtroppo sottovalutato. Il professor Zoccali ha sottolineato che l’insufficienza renale è all’origine delle più gravi patologie cardiovascolari, che rappresentano ancora la prima causa di morte. Un rene sano, quindi, allunga la vita. Per arrivare a questo risultato è necessario svolgere una seria politica di prevenzione, che deve essere avviata dal ministero della Salute ed inserita nei «Piani» sanitari di tutte le regioni italiane. A questa precisa richiesta il senatore Cursi ha risposto che è indispensabile - sul piano etico ed economico - salvaguardare la qualità di vita dei pazienti. Evitando il ricorso alla dialisi si prevengono danni irreparabili. La malattia renale cronica entra quindi fra le priorità del Piano sanitario nazionale.