L’integralista Cat Stevens: «Questa è barbarie»

L’ex re del folk oggi si fa chiamare Yusuf Islam: «Ma non prendetevela con tutti i musulmani»

«Sono inorridito per l’orribile strage; la mia profonda solidarietà va a tutti coloro che hanno subito perdite o feriti». Cat Stevens l’integralista, l’ex popstar convertita all’Islam nel 1977 con il nome di Yusuf Islam, è la prima voce del mondo musicale a condannare pubblicamente gli attentati di Londra. «La società deve capire che questa devastante barbarie è un vile atto di pazzia e non deve generalizzare, bollando e considerando colpevoli tutti i cittadini musulmani della Gran Bretagna contrari a queste ideologie estreme. Tutti vogliamo sapere chi sono i responsabili, vogliamo chiarezza». Nato a Londra - popolarissimo negli anni ’70 per le sue dolci ballate d’impostazione folk - da quando s’è votato ad Allah, Stevens ha avuto non pochi problemi in patria e negli Stati Uniti. Integralista militante, ha sostenuto la «crociata» contro Salman Rushdie e i suoi Versetti satanici e ha dichiarato guerra al ministro dell’Istruzione inglese per aver bocciato la sua richiesta di finanziamenti statali per una scuola elementare islamica. «Ricorrerò alla Corte europea per i diritti umani», ha dichiarato Stevens, che poi ha speso di tasca propria quasi tutti i 5 miliardi necessari per adeguare la sua scuola ai parametri della legge. Un tempo coccolato dalla stampa, in seguito è stato spesso attaccato per presunti contatti con il terrorismo; la rivista Private Eye, che lo accusò di aver finanziato l’acquisto di armi per i mujaheddin afghani, è stata condannata dal Tribunale a risarcire i danni e a chiedere scusa al cantante. In America poi gli hanno dichiarato guerra; l’anno scorso l’aereo su cui viaggiava è stato bloccato a Washington e Cat Stevens-Yusuf Islam è stato espulso perché il suo nome «era nella lista nera dei personaggi legati al terrorismo». «È una cosa ridicola - commentò il cantante -, tutti mi conoscono per le mie attività umanitarie».