L’intellettuale ospite nel castello della politica

Vàclav Havel è il monumento vivente della Primavera di Praga e della dissidenza. Drammaturgo, romanziere, saggista, leader della «Rivoluzione di velluto» dell’89, ultimo presidente della Cecoslovacchia e primo presidente della Repubblica Ceca, incarna come nessun altro la storia del proprio Paese. Così nel libro intervista Un uomo al Castello (Santi Quaranta, pagg. 366, euro 15, trad. Ines Zlatohlavkova) non si ripercorre solo la vita del presidente scrittore, ma anche quella di una nazione, forse l’unica che è riuscita a buttarsi alle spalle il comunismo. Il bello del volume però è un altro, l’intervista (l’interlocutore di Havel è il giornalista Karel Hvízd’ala) è inframmezzata da pagine di diario e appunti dell’ex presidente che regalano uno spaccato sul «privato».