L’Inter chiude San Siro. Benitez: "Si parla solo dei nostri infortuni"

L'ultimo in casa prima del mondiale. "Julio Cesar sta recuperando, non ha gradito certe notizie. Sneijder non segna, ma fa assist"

Appiano G. - Rischio neve su San Siro. Ma, pur con tutta la buona volontà, risulterà difficile addossarne la colpa a Benitez. Qualcuno, all’Inter, se ne farà una ragione. Ultima adunata nerazzurra del 2010 al Meazza: per l’Inter vuol dire molto. Orario inconsueto (le 12.30), d’accordo, ma San Siro ha già visto qualcosa di simile in anni lontani. L’anno del triplete va chiuso con una goduria di gruppo. L’Inter non vince da due mesi a San Siro (22 settembre: 4-0 al Bari), tutto è pronto per la spedizione a Abu Dhabi a caccia del mondiale per club. Poi, certo, ci sono gli infortuni. Ogni volta che ne parla, Benitez sembra uno appena uscito dal dentista: ohi, che dolor! Il nervo è scoperto, su quel nervo si sono deteriorati i rapporti con Moratti. Poi tutti e due cercano di raccontarla con un minimo di buon senso e diplomazia. Ma la parolina ci scappa sempre.

Ieri l’allenatore ha parlato con tranquillità: Parma, problemi in attacco («Vedremo anche Alibec, ha fatto due gol in partitella»), Motta in panchina, appoggio del pubblico, volontà di chiudere bene questo 2010 a San Siro. Finchè la voce non si è incrinata. Domandina innocente: «Dopo la partita con il Twente, per la prima volta si è seccato sul caso infortunati. Ha usato parole forti...». Risposta da prurito alle mani: «Da 25 anni alleno e so fare il mio mestiere». E per chi non avesse capito: «Qui si parla solo degli infortuni all’Inter. Come se altrove non ce ne fossero. Sui giornali non si parla mai di altre squadre». Se avesse letto i giornali, l’anno scorso, Rafa avrebbe trovato uguale trattamento per la Juve.

Dev’esser l’aria di Appiano: gli allenatori arrivano all’Inter rilassati e sorridenti, ma dopo qualche tempo i capelli si imbiancano, gli sguardi si intristiscono e regolarmente si comincia a parlare di complotti e di eccessiva pignoleria della stampa. Neppure fosse un veleno instillato da qualcuno.

Comunque andiamo per cronaca: tranne Coutinho e Samuel, gli altri dovrebbero recuperare entro il 10 dicembre, quindi Milito, Maicon, Muntari (già pronto) e Chivu. Però, stavolta, Benitez non è stato il solo a rabbuiarsi alla voce infortuni. Il tecnico ha raccontato dell’arrabbiatura di Julio Cesar che, venerdì, si è visto messo in croce. L’ultima ricaduta (dopo quel derby in panchina) ha smosso un tam tam giornalistico: strappo? Stiramento di secondo grado? Comunque una situazione che mette in serio dubbio la presenza in porta al mondiale (l’Inter giocherà la prima partita il 15 dicembre). La difesa è accorata: «Julio sta lavorando molto con i fisioterapisti per tornare quanto prima. Si è arrabbiato perchè ci sta provando in tutti modi». E così Sneijder, che Moratti ha definito «fuori forma» e, invece, Benitez vuol salvare. «Non segna gol, ma serve assist. Si impegna tanto ed ha voglia di migliorare». E qui stanno i problemi dell’Inter: l’anno passato Sneijder era un numero uno, oggi arranca disperato.

Partendo da questi presupposti, ecco Inter-Parma: la difesa meno perforata della serie A contro l’attacco più anemico. C’è tutto per chiudere con una festa. Anche se all’Inter mancheranno il difensore migliore (Samuel) e i due attaccanti più forti. Ci sarà Pandev. «Prima o poi ci prenderà», si consola Rafa. Conclude: conta arrivare in porta e tirare. Prima o poi... qualcuno ci prenderà.