L’Inter e Mancini servono cena ai poveri

Anche Moratti «cameriere» per una sera

Vassoi su vassoi per servire un’idea e un gruppo di persone a cui regalare una serata diversa da raccontare. Massimo Moratti e i suoi figli, Roberto Mancini, la signora Milly e Julio Ricardo Cruz, Bedy Moratti e Javier Zanetti, Ramiro Cordoba e Paolo Orlandoni ci hanno provato. Si sono rimboccati le maniche, idealmente con il tovagliolo al braccio hanno cominciato a servire la cena a i poveri dell’Opera San Francesco. Loro, quelli dell’Opera San Francesco, sono nati due anni dopo l’Inter, nel 1910. Venne l’idea a Cecilio Cortinovis, frate Cappuccino che dalla portineria del Convento fece partire la pietosa opera . Ora questa mensa, fra viale Piave e corso Concordia, è un’istituzione: dal 1959 serve pasti su pasti, è arrivata a sfamare 2400 persone al giorno.
Moratti e l’Inter hanno deciso che il Natale deve essere un po’ diverso anche per loro. Almeno per una sera. La società ha voluto evitare i pranzi natalizi con sponsor e affini chiedendo a tutti di devolvere il denaro a favore di questa idea e dell’opera. Moratti e famiglia, per il vero, hanno legami con chi aiuta i poveri, sponsorizzano sotto altre forme alcuni centri di carità. Stavolta hanno deciso di mettersi in prima linea: piatto in mano e sorriso sul volto. Potevano anche non dirlo. Ma è un dettaglio.