«L’Inter è la più forte Ma con noi dovrà sudare fino all’ultima giornata»

Intervista al rossonero: «Ronaldinho può tornare quello incontrato a Barcellona: l’unica volta in cui non vedevo l’ora che la partita finisse»

Caro Gattuso, eravamo rimasti a Vienna con Donadoni ct...
«Persona corretta, anzi correttissima. Siamo partiti malissimo: 1 punto nelle prime due partite. Solo un grande gruppo poteva recuperare la qualificazione con la Francia. Ha avuto anche sfortuna, Donadoni: contro la Spagna non potevamo dare di più».
L’hanno trattato bene? Secondo Ringhio...
«Secondo me dovevano dirgli subito come stavano le cose, senza fare tutto quel casino».
È vero che Lippi si è comportato come se non fosse mai andato via?
«Lippi è un eccellente e ha una dote su tutte: sa trovare le motivazioni giuste per ciascun esponente della Nazionale».
La parola d’ordine «del mondiale non si butta via niente» è uno stimolo o un’assicurazione sulla vita?
«Chi conosce il Ct, lo sa: se molli, ti chiama e ti dice stai a casa ragazzo».
Perché gli inglesi stroncano così il campionato?
«Dare del pensionato a uno come Ronaldinho o a Shevchenko che ha 31 anni mi fa sorridere. Hanno il nervo scoperto della nazionale in disarmo e “rosicano” ancora per la volta in cui tre semifinaliste di Champions furono messe in fila dal Milan. Al calcio inglese invidio solo gli stadi di proprietà e la vendita dei diritti».
A proposito di diritti tv: poteva essere una domenica senza calcio in tv. Che segno è?
«Di questi tempi, togliere agli italiani persino il calcio gratis in televisione è un errore madornale».
Mourinho ha già stregato mezza Milano.
«Il personaggio è carismatico, nelle polemiche non si tira indietro, consiglio di non attaccarlo. Leggo commenti acidi sul suo conto: niente di eccezionale i suoi allenamenti. È evidente che a qualcuno gli elogi procurino allergia. Io dico: lasciate che vada avanti per la sua strada. Anche perché qualcuno dovrà anche spiegarmi: come mai, inglesi e spagnoli non curano la parte fisica ma poi contro di noi vanno a mille?».
La prima Inter che effetto le ha fatto?
«Mi è piaciuta, è una squadra molto forte, gioca meglio di un anno prima».
E di Ronaldinho cosa racconta?
«Nel giro di un anno, un anno e mezzo, non può aver dimenticato come si gioca a pallone. Qui, dalle nostre parti, bisogna correre, lavorare duro durante la settimana. E dovrà abituarsi a questo ritmo: non bastano 20 giorni, datemi retta».
Quanto tempo dovremo aspettarlo?
«Io aspetto il Ronaldinho che ho affrontato in semifinale di Champions con il Barcellona. Fu il primo rivale a farmi pensare: speriamo che finisca presto la partita!».
Sheva è tornato contro il parere dei grandi vecchi del Milan: è vero?
«Non è così ma se così fosse, vorrebbe dire, com’è giusto che sia, che al Milan comanda la società e non lo spogliatoio. Sull’argomento si possono avere diverse opinioni, Costacurta ha detto la sua, io aggiungo la mia. Conoscendo il mio temperamento, piuttosto morivo, ma non sarei tornato indietro. A vederlo in queste ore, Sheva è molto carico».
Galliani ha detto chiaro: Ancelotti deve vincere lo scudetto. Povero Carletto...
«Le insoddisfazioni provengono dal rendimento in campionato. Negli ultimi 2 anni abbiamo accumulato oltre 40 punti di distacco dall’Inter. Galliani ha chiarito: vincere è complicato. Indispensabile è lottare fino all’ultima giornata. E questo si verificherà».
Ma con un Milan tutto attacco, non rischiate l’infarto voi centrocampisti e difensori?
«La parola chiave di questa stagione è una sola: sacrificio. Tutti devono sacrificarsi. Ricordatevi del Real Madrid quando mise insieme i “galacticos”, senza vincere granché. Appena arrivò Capello, la musica cambiò».
Ronaldinho a parte, chi è il giocatore che cattura l’interesse di Gattuso?
«Ho due nomi: uno è Felipe, l’altro è Giovinco».
Olimpiadi: per chi ha tifato?
«Mi sono emozionato per il pugilato, sono rimasto di sale per la sconfitta di Russo, contro il russo. Ero in palestra, a Milanello, stavo facendo la rieducazione dopo il colpo alla spalla, per poco non sfascio il televisore dalla rabbia».
E le polemiche contro il calcio?
«Parliamo chiaro sull’argomento: guadagniamo tanto ma paghiamo tantissimo».
Calcio e violenza: che cosa sogna Gattuso?
«Un campionato senza divieti dell’osservatorio».