L’Inter sceglie il silenzio, la Juventus è furiosa: «Disparità di trattamento, chiederemo i danni»

Tace l’Inter, sul sito la società preferisce ricordare che il 18 luglio 1942 era nato Giacinto Facchetti e che proprio ieri avrebbe compiuto 69 anni. Proprio nel giorno in cui resta in casa nerazzurra il primo dei cinque consecutivi scudetti che eguagliano il record 1930-35 della «odiata» Juventus. Non tace invece la Juventus che, dopo aver atteso le dichiarazioni del presidente federale Abete e lasciata che l’ira di Andrea Agnelli si sbollisse, affida proprio al sito bianconero una dichiarazione durissima nei confronti del pronunciamento del governo del calcio che si è dichiarato non competente sulla revoca dello scudetto 2006 assegnato all’Inter. «L’esito dell’odierno Consiglio Federale conferma la disparità di trattamento per situazioni analoghe», recita il comunicato bianconero. Che poi prosegue: «L’esposto da noi presentato 14 mesi fa ha permesso un approfondimento, al quale purtroppo non ha fatto seguito nessuna assunzione di responsabilità da parte degli organismi sportivi, che anzi si sono spogliati del loro ruolo politico di governo. È del tutto evidente che, a tutela dei suoi milioni di tifosi, dei suoi azionisti, dei suoi dipendenti, la Juventus debba proseguire nel doveroso accertamento dei fatti e della ricerca della parità di trattamento». E poi l’affondo rabbioso, furente, che annuncia la partenza dell’iter sportivo-giuridico con il ricorso all’Alta Corte del Coni e poi quello giudiziario ai tribunali amministrativi Tar, Consiglio di Stato e Tas di Losanna. «La società ha pertanto dato mandato ai suoi legali di individuare i migliori strumenti di tutela presso la giustizia amministrativa e internazionale. Parallelamente il managment e i legali stanno procedendo alla valutazione dei danni economici che tali comportamenti possono avere cagionato». E poi la chiusura che sa di pugno in faccia: «Dal momento che la decisione odierna è lontana dall’aver ristabilito equità e giustizia, la Juventus intende far valere in ogni sede competente le norme internazionalmente applicabili». Una dichiarazione di guerra in piena regola alla Federcalcio ma anche all’Inter, guarda caso, mai citata nel comunicato. Protesta anche Daniele Capezzone, portavoce Pdl e vice di Paniz nel club bianconero in Parlamento: «In epoca non sospetta avevo detto che si era trattato di un’operazione parziale e incompleta. Confermo».