L’Inter si butta anche su Diarra messo fra i «cattivi» da Capello

In gravi difficoltà il tecnico italiano: pugno duro con giocatori, stampa e tifosi. Ma a Madrid danno per certo l’arrivo di Mourinho a fine stagione

C’era anche il maliano Mahamadou Diarra con Antonio Cassano e Ronaldo in quell’angolo dello spogliatoio mentre i tre se la ridevano di Fabio Capello. Per loro sfortuna c’erano anche le telecamere di Canal Plus che ripresero tutto, compresa l’irriverente imitazione del tecnico fatta dal Talentino. Diarra si stava divertendo come un matto, Ronie si era limitato ad assistere.
Era il 17 dicembre scorso, Diarra e Cassano sono finiti fuori rosa nel giro di un quarto d’ora, Ronie si è salvato.
Fino a quel giorno Diarra era stato fra i più utilizzati da Capello, anche se non era mai entrato nelle simpatie dei tifosi per il suo gioco pragmatico e poco spettacolare. Ma adesso Capello è finito in un angolo e per uscirne vivo deve tirare qualche schiaffone: pare che Diarra, 26 anni, sia fra quelli invitati a trovarsi una nuova sistemazione, nonostante le smentite del suo agente Frederic Guerrà, e l’Inter è stata fra le prime a chiedere notizie, almeno questo riportano le radio spagnole, più pettegole di una ringhiera di periferia. Don Fabio doveva ribaltare le sorti del Real, la stampa spagnola invece sta ribaltando lui. È guerra totale, Capello ha deciso che d’ora in poi sarà possibile seguire solo i primi 15’ dell’allenamento, niente media compresa Real Madrid television, la tv del club, allontanati perfino i tifosi che fino a ieri con 6 euro potevano assieparsi sulle tribune di Valdebebas. Il primo a farne le spese è stato il povero Diego Lopez, secondo portiere delle merengues, che un po’ provocatoriamente era stato scelto per la conferenza stampa del dopo allenamento: nessun giornalista in sala, Lopez ha abbandonato l’aula triste e solo.
Dopo aver perso tre partite su quattro e aver fatto la fine di un cartoon, adesso Capello è diventato il più spietato fra i tagliatori di teste. Il quotidiano spagnolo As assicura di avere informazioni di prima mano e divulga le richieste del tecnico italiano a cui attribuisce la volontà di un’epurazione di massa: «Ronaldo e Cassano quanto prima saranno tagliati fuori, Beckham non rinnoverà il contratto e Raul, Guti, Cannavaro, Emerson, Salgado e Robinho sono in forse». Anche radio Cadena Ser si dice superinformata e aggiunge dettagli al pugno di ferro che sta per abbattersi sui calciatori madridisti, ai quali verranno inflitte sanzioni economiche per indurli a lasciare il club. «Chi non è all’altezza sarà venduto sul mercato invernale», avrebbe detto Capello nel corso della megariunione di lunedì a Valdebebas, dove Ronaldo avrebbe occupato un posto di primissimo piano, accusato di indolenza, indisciplina e cattivo esempio per Robinho e Marcelo che lo venerano. Robinho inoltre si sarebbe presentato agli allenamenti ebbro. Non si capisce chi stia salvando Don Fabio: «Non riconosco nemmeno Cannavaro ed Emerson», avrebbe detto sconsolato. A conti fatti c’è un bel gruppo di gente su piazza, Capello sotto questo aspetto raccoglie tutta la solidarietà di procuratori, agenti, direttori sportivi e manager a vario titolo, che sul mercato calcistico invernale ci campano almeno sei mesi, in attesa di quello estivo. Le notizie fioccano: Ronaldo avrebbe ricevuto solo una clamorosa ipotesi di baratto con Andriy Shevchenko del Chelsea. Fra disperati ci si aiuta. Mamadou Diarra, costato 26 milioni di euro, più di un quarto dell’intera campagna di potenziamento chiesta da Fabio Capello, sarebbe comunque un obiettivo estivo, essendo extracomunitario è da escludere che possa arrivare all’Inter durante questa sessione di mercato e Calderon non accetterà mai una cifra inferiore ai 15mila euro, con Arsenal e Manchester United che hanno già avanzato prenotazioni. «Capello non si è dimesso, non è in discussione e non ha ricevuto alcun aut-aut», giura il direttore tecnico Predrag Mijatovic. Ma il quotidiano Marca riferisce del malessere fra i giocatori che percepiscono sintomi di debolezza nel loro allenatore e confessano: «Ci brucia la palla fra i piedi, non ci divertiamo, Capello non ci strilla, sembra ormai perduto». Un morto vivente che cammina e dall’Inghilterra fanno sapere che quell’avvoltoio di José Mourinho, abbandonato da Abramovich, sta già cercando casa a Madrid.