L’Inter torna principesca con una maravilla in più

MilanoIl 17 all’Inter porta bene: cinque gol e una Principesca serenata per riconciliarsi con il campionato aspettando il derby. L’aveva lasciato con quattro reti, si è ripresentata con cinque. Se il buongiorno si vede da una serata. Classifica come uno squillo di tromba, nona vittoria, quinta consecutiva. Parlano i numeri. Poca gente a San Siro, ma almeno quella che c’era si sarà divertita. Bel freddo, ma tutti riscaldati dalla ritrovata vena di Milito. Il Principe è tornato Principe, nonostante le zolle francesi di San Siro provenienti da Bordeaux facessero viaggiare i giocatori ad effetto vino: difficile reggersi in piedi. Inter all’argentina, che non è una novità. Ma stavolta con il tocco in più del Ricardo maravilla: Alvarez si è ripresentato sfruttando il buen ricordo lasciato prima di Natale. Rigenerato lui nello spirito, come tutta l’Inter. E le gambe hanno cominciato a rollare: squadra fisicamente più fresca, colpi da giocatori di qualità. Alvarez inarrestabile sulla fascia sinistra che non gli piace tanto, ma che ha cercato con più insistenza e determinazione. Ne sono sortiti cross che hanno fatto la differenza, così come la sua prepotenza fisica che la squadra ha sfruttato e Milito ha ringraziato. La doppietta nasce dalla voglia di far male di Ricky Maravilla: cross da sinistra e finalmente rispunta il killer d’area che tutti conoscevano.
Dodici minuti per dire che l’Inter c’è, segna e i suoi tenori si sono scatenati. Parma tipicamente postnatalizio, con quel che si mangia dalle parti loro, c’è da capirli. Parma tanto somigliante a quello mollaccione che affrontò la Juve a inizio campionato e ne uscì devastato. Che sia una sorta di portafortuna? Lo dirà il resto del campionato.
Intanto l’Inter può solo sentirsi meglio: partita giocata con animo leggero e facilità d’azione. Il primo gol ha aperto la via, poi Thiago Motta ha sfruttato un mezzo assist di Milito (tiro mal respinto) ed ha raddoppiato. Il Principe ha messo il sigillo dopo 41 minuti, sfruttando l’assenteismo difensivo del Parma ed un lungo cross di Maicon. Pazzini ha messo firma nella ripresa, dopo due stecche d’autore nel primo tempo. Milito è stato Principe in tutto. Fatta la doppietta, ci ha pensato lui: azione personale e palla dolce per il Paz che non poteva sbagliar mira. Goleador e assist man, serata d’incanto per il Principe che aveva fatto pensare tutti a un inesorabile declino.
Certo, il tempo passa. Come passa per tutta l’Inter, ma c’è aria nuova, sostanza fisica ritrovata, facce diverse: da quella di Alvarez che comincia a passare all’incasso delle lodi fino a quella della vecchia guardia che tien botta tra centrocampo e difesa. Anche stavolta zero gol al passivo, nonostante capitan Zanetti ci abbia provato infilando un’autorete che il guardalinee ha annullato per fuorigioco di Gobbi. Quando è serata è serata. E così pure un paio di interventi di Julio Cesar hanno evitato il gol e salvato qualche distrazione: Giovinco e Modesto hanno ciccato palle che chiamavano la rete. Meglio prendere lezione da Faraoni, giovanotto di belle speranze al quale sono bastati due minuti per entrare e infilare un gol (il primo per lui) che vale una foto ricordo. Bello e impossibile.. per il portiere.