L’INTERVENTO

Caro Direttore,

come ci insegnavano alle scuole elementari, non si possono sommare le patate con le pere. Allo stesso modo, nel riferire del Consiglio Nazionale dell’Udc, non ci pare corretto confondere il numero di chi ha firmato, di proprio pugno, la mozione Casini-Cesa-Buttiglione con quello di chi ha effettivamente partecipato alle votazioni. Per essere comparabili, i dati devono essere omogenei. La cosa di fondamentale importanza è che, in entrambi i casi, la proporzione resta la stessa: 8 a 2. L’80% dei componenti il Consiglio Nazionale, sia tra i firmatari delle mozioni, sia tra i votanti, si è espresso a sostegno della segreteria e della linea congressuale; il 20% no. E in questo 20% sono compresi sia coloro che hanno sostenuto la mozione Giovanardi (12% circa) sia chi - mi riferisco al gruppo di Tabacci e Baccini (8%) - ha preferito non partecipare al voto e ha scelto di non contarsi su un proprio documento. Per rendere ancora più chiara la questione, basta fare riferimento al meccanismo di conteggio dei risultati delle elezioni politiche, che viene effettuato sulla base dei voti validi e non degli aventi diritto al voto, cosa che farebbe crollare le percentuali di tutti i partiti. Sul piano politico ci pare innegabile che firmare di proprio pugno un documento, abbia valore assoluto e vincolante. Per questo il dato emerso dal consiglio nazionale è chiarissimo: il segretario Cesa continua a poggiare sulla stessa, larghissima maggioranza che lo ha eletto al congresso nazionale - mi permetto di ricordare - a scrutinio segreto, cosa assai poco usuale negli altri partiti italiani.
Come An e Lega, anche l’Udc non aderirà al Partito del Popolo delle Libertà e si propone di essere il seme di un movimento più ampio, alternativo e in competizione rispetto al Partito Democratico, chiaramente radicato nella storia e nelle idee del Ppe, di cui - per inciso - Berlusconi è parte ma non ha alcun monopolio. Un processo lungo e impegnativo che è cosa assai diversa da una frettolosa adunata di nomenclature.
Sono molto rammaricato che il Suo giornale, ancora una volta, trovi modo di confondere il diritto di critica verso l’Udc - legittimo ma che certo non ci è mai risparmiato - con una rappresentazione dei fatti non aderente alla realtà.
Con amicizia e stima
*Portavoce nazionale Udc