L’intervento Aperitivi in centro e bar di periferia

Egregio Direttore, non posso che condividere al cento per cento la Sua analisi politica che si è susseguita nelle quattro puntate su il Giornale e conclusa come ben descritto nei municipi di Genova tra sberleffi, voltafaccia, e cattiverie personali. Ma esattamente come Lei sono mesi che predico nel mio piccolo la necessità di organizzare «meno aperitivi in centro e più bicchierate nei bar delle periferie». Certamente non è tutto da buttare o da criticare, e vi sono uomini e donne di peso e di grande esperienza che pur essendo di una certa età rappresentano una ricchezza e una garanzia per il centrodestra. Ma ci sono anche coloro che proprio non sanno staccare con la politica e chiudono qualsiasi spazio a giovani meritevoli che restano relegati a posizioni di retroguardia saltando di fatto una generazione che avrebbe forze ed energie per lavorare. Ossia il testimone non viene mai passato.
Il fatto è, egregio Direttore, che se chi deve capire fa orecchie da mercante, non potremo che assistere a questa continua trasmigrazione che Lei molto bene ha sottolineato ed evidenziato. A dire il vero concordo anche sul discorso dei moderati, ed è per questo che sono fortemente dispiaciuto che quel progetto che era la «Lista Biasotti» nel 2007 e che mi portò in Provincia prima dei quarant’anni sia stata azzerata nel 2009 con la fusione nel Pdl. Io credo che parte di quell’esperienza di centrodestra di cui l’amico Sandro era stato l’artefice e l’interprete non debba finire ed è per questo che io ed altri amici abbiamo fondato questa primavera e in tempi non sospetti un movimento regionale dal nome «Liguria Moderata». Mi auguro di raccogliere nel tempo quell’esigenza movimentista ligure e di cambiamento che parte dai valori cristiani e liberali della società civile. Moderati in grado di attrarre altri moderati e persone che si sono da troppo tempo allontanate dalla politica non per causa nostra.
*Consigliere provinciale Lista Biasotti