L’intervento Expo, ora si lavori alla luce del sole

La rimessa a punto dei meccanismi di governance di Expo 2015 prevede un riassetto della cornice normativa. Un decreto però potrebbe non bastare per snellire e accelerare. E snellire e accelerare potrebbe non bastare per ridar fiato all’impresa. L’entità degli investimenti continua a far da campanello di allarme a fronte del rischio di infiltrazioni della malavita organizzata e di corruzione. Non c’è da dubitare che tutte le risorse di prevenzione e repressione di cui lo Stato dispone non abbasseranno la guardia. La domanda di trasparenza e partecipazione va tuttavia al di là di queste preoccupazioni: si potrebbero perciò mobilitare ulteriori energie per far sì che il contesto che farà da habitat ad Expo contribuisca a favorire la buona salute dell'evento, del percorso per arrivarci. «Si dice che la luce del sole sia il migliore dei disinfettanti» sostiene Barack Obama citando il giudice della Corte suprema degli Stati Uniti. Questa dimensione non può mancare nello spirito di Expo ed è condizione imprescindibile di trasparenza e partecipazione, cioè di assunzione di responsabilità. Sarebbe perciò appropriato che nel rinnovato quadro di Expo si introducessero misure coerenti con questo obiettivo. Innanzitutto va data pubblicità a tutte le decisioni. Il portale di Expo deve contenere un data-base di tutti i deliberati.
In secondo luogo andrebbe estesa l’applicabilità della legge sull’accesso agli atti anche ai soggetti privati. Da ultimo, le nuove regole dovrebbero prevedere che gli interventi per Expo dei soggetti privati siano ricompresi nella sfera d’azione del Difensore civico, come già vale per le amministrazioni pubbliche. Sani meccanismi, tutti tesi a dare credibilità sotto il profilo della trasparenza ad un Expo baciato dalla luce del sole.
*difensore civico di Milano