L’intervento Murolo e la mentalità Pd: «Sempre professori»

Sveglia e giornale. Anzi, svegli e il Giornale per Giuseppe Murolo, consigliere comunale di Alleanza Nazionale, che già di buona mattina ieri ha cercato di mettersi in contatto con la nostra redazione per intervenire sulla lettera di Victor Rasetto e Mario Tullo pubblicata nella prima pagina della cronaca di Genova che contestava il fondo del caporedattore Massimiliano Lussana su Sergio Cofferati: «un intervento fuori luogo che riprende una brutta abitudine che hanno molti esponenti del Pd: quella di insegnarti come vanno fatte le cose -apre Giuseppe Murolo-. Quell’intervento mi ha profondamente infastidito, ecco perché ero così ansioso di dire la mia». E la sua l’ha detta Murolo che attacca i due esponenti dei democratici disorientati intorno all’ingombrante figura che Cofferati rappresenterà a Genova per loro e per l’attuale classe dirigente pidina: «Mi pare chiaro che l’articolo fosse riferito alla persona e non al partito. Loro hanno fatto una difesa di partito. Ma diciamo la verità, che Cofferati si sarebbe candidato alle europee lo sanno da tempo. Se è andato via da Bologna così repentinamente è solo perché stanno cercando di evitare un’altra disfatta, più che per il desiderio di paternità».
Ma più che soffermarsi sull’ex segretario della Cgil il consigliere comunale del Pdl vuole ritornare sull’uscita di Rasetto e Tullo, «pensate se a fare una sortita del genere su un articolo scritto dal caporedattore di un quotidiano fosse stato un esponente del centrodestra. Quanto si sarebbe gridato allo “scandolo”, alla “censura”? Noi, invece, che siamo veri democratici non faremo insurrezioni perché rispettiamo gli avversari».