L’INTERVISTA 4 CARLO MAZZONE

Scusi Mazzone, ma per la salvezza per chi tiferà?
«Ahò, me voi fregà, ma nun ce sto perché già mi hanno messo in bocca cose che non ho detto. Ci sono squadre che in passato ho allenato come Brescia, Lecce che sono in una situazione disperata, il Bologna che sta attraversando un momento difficile e il Cagliari che non ha problemi di classifica ed è chiaro che a queste società sono legato, ma ho un grande rispetto per tutte quelle che lottano per non retrocedere, anche se credo che Chievo e Parma si salveranno, mentre la Samp ha perso giocatori troppo importanti. E proprio io che in 38 anni di panchina ho vissuto all’insegna del motto “devo salvarmi” conosco le difficoltà e cosa si prova in quelle situazioni».
Dai che sotto sotto spera che Brescia e Lecce si salvino…
«Nun ce casco. Per gli allenatori è questione di vita o di morte. Mancano tre partite, ma a decidere sarà una sola, non so quale e saranno gli episodi a determinare chi scenderà. Ho vissuto questa esperienza e conosco la sofferenza, lo stress, la pressione di quei momenti dove si trascurano anche i valori più belli della vita. E’ indispensabile trovare un punto di riferimento, restare sereni e lucidi, ma non è facile. Ecco perché capisco tutti e tifo per tutti».
Insomma, un Mazzone diplomatico che, dopo 1.277 gare ufficiali in panchina, può permettersi di pontificare dal buen ritiro ascolano. Vediamo se si sottrae anche al pronostico sullo scudetto?
«E’ già del Milan che ha ottenuto quello che ha meritato. Deve invece recitare il mea culpa l’Inter che si è disunita, ha reso meno nei giocatori più importanti e ha avuto un calo di concentrazione. Il fatto è che sono i veri uomini a creare i grandi giocatori e qualcuno è stato sopravvalutato».
E la sua adorata Roma?
«Roma per me è gioia e dolori. Sono profondamente legato ai Sensi e alla nuova proprietà do il benvenuto e auguro che ci portino lo scudetto».
E quel ragazzino che lei lanciò, un certo Totti?
«Per come sta giocando può andare avanti fino a 80 anni. Ha superato momenti difficili, troppe cattiverie contro di lui e ha risposto con uno schiaffone morale ai tanti professorini che l’avevano già dato per finito. Mentre mi spiace per De Rossi, non è sereno da un pezzo ed è penalizzato dai suoi stessi errori».
Cosa avrebbe fatto Mazzone sulla panchina della Juve?
«Non ho parole per giudicarla. Del Neri è il meno responsabile, i giocatori non sono pronti per certe pressioni, ma occorre cambiare tutto, c’è bisogno di più tempo per risorgere».
Il suo Guardiola è in finale di Champions.
«Pep è un uomo meraviglioso, non fa mai pesare le sue vittorie. In campo era un leader e ripeteva i concetti espressi da me in allenamento. Non immaginavo potesse diventare il miglior allenatore in circolazione e il Barcellona gioca il miglior calcio del mondo».
E Mourinho?
“Polemico, presuntuoso, burbero, senza rispetto per i colleghi. Gli manca un po’ di umiltà e poi fa di tutto per essere antipatico e ci riesce bene. Con il Real che si ritrova dovrebbe creare un calcio offensivo e spumeggiante e invece…».