L’INTERVISTA 4 FABRIZIO FRIZZI

Chiunque altro la chiamerebbe rivincita. Lui - che è un signore, e non usa infierire - glissa magnanimo: «È solo una bella soddisfazione». Di certo la notizia sembra uno scherzo del destino: l’edizione 2011 di Miss Italia sarà condotta da Fabrizio Frizzi. Ovvero proprio da colui che, dopo averla resa una dei must assoluti di Raiuno (quindici edizioni ininterrotte, costanti e ripetuti record d’ascolto) ne venne bruscamente estromesso nel 2002, quando un leggero calo di share provocò, in diretta, la clamorosa critica dell’allora direttore di rete, Fabrizio Del Noce. E ora che la kermesse è veramente ai minimi storici (un quasi-flop l’ultima edizione, quella di Milly Carlucci: tanto che d’ora in poi lo show sarà ridotto da cinque a due serate) quale salvatore della patria tv viene invocato al soccorso? Lui: l’eterno, imbattibile (e non rancoroso) golden boy di viale Mazzini. «In questi nove anni ho sofferto molto - ammette Frizzi -. Aver contribuito alla popolarità di Miss Italia, ed essere messo da parte mi parve una cosa curiosa. Anche se capisco che queste cose fanno parte della vita. E aiutano a crescere, umanamente e professionalmente».
E ora questo ritorno sa più di rivalsa o di vendetta?
«Una piccola rivincita, magari: piccola piccola. Ma senza acrimonia. Sono soddisfatto che la Rai torni a considerarmi strategico per la prima serata. E soprattutto felice di tornare al programma che è stato il mio fiore all’occhiello. Anche se sarà un bel terno al lotto...».
In che senso?
«Sono passati nove anni, ma è come se fossero 90. La tv è cambiata, il pubblico è cresciuto, io stesso sono un’altra persona. E poi la riduzione delle serate non ci consentirà quella conoscenza delle concorrenti che, nelle mie edizioni storiche, evitava di ridurre lo show solo ad una sfilata di belle ragazze. Insomma: non sarà una passeggiata».
Tanto più in una Rai contestata proprio per il desolante vuoto d’idee...
«Ma qualche segnale che qualcosa si muove, c’è. Alcuni programmi che proseguono anche d’estate - come il nuovo show della Cuccarini, o La vita in diretta - e la decisione di riprendere la normale programmazione già ai primi di settembre. Credo si sia capito che, con tutte le offerte che ci sono oggi, se chiudi per ferie il pubblico va a cercare tv altrove».
E dei numerosi transfughi da viale Mazzini, dalla Ventura a (forse) Santoro, che ne pensa?
«Ogni grande personaggio che se ne va causa una perdita all’azienda. Però è anche vero che è proprio quando si aprono dei buchi che si creano gli spazi per le novità... Io, ad esempio, riuscii ad impormi quando, nell’87, Baudo, la Carrà e la Bonaccorsi fecero le valigie per Mediaset. Se la Rai saprà gestire i vuoti come delle occasioni di cambiamento, vincerà la partita. Come sempre».
Insieme a Miss Italia a settembre lei riprenderà anche I soliti ignoti. E per il futuro? È mai possibile che nessuno le proponga Sanremo?
«Lo fecero una volta sola, quindici anni fa. Mi promisero che se avessi fatto il “valletto” al conduttore vero e proprio (non mi chieda chi fosse: non lo ricordo), l’anno successivo il Festival sarebbe stato mio. Mi parve una proposta poco seria. E rifiutai. Che dice: avrò sbagliato?».