L’INTERVISTA 4 FRANCESCO MOLINARI

I campioni di golf, sono famosi per l'aplòmb che sanno mantenere in campo. Sia che i putt entrino in buca, sia che escano. In questo senso, Francesco Molinari è, tra tutti i grandi del green, il numero uno al mondo per freddezza e distacco: quando esce dal campo, è sempre difficile intuire come se la sia cavata con i bastoni. Ma c’è comunque una cosa che riesce (qualche volta) a fargli perdere le staffe: il tifo, soprattutto quello per la sua Inter. Dopo la disfatta nerazzurra in Champions, riferendosi a Leonardo, ha scritto su Twitter: «È ora di finirla con il filosofo hippy».
«Ma davvero ho scritto così? Non me lo ricordo! - ci racconta da Londra - Comunque è strano, perché normalmente questi toni non mi appartengono!».
Ma perché l’hai scritto?
«Beh, con lo Schalke… ecco, nel corso della stagione Leonardo, che è bravissimo con la stampa, non mi è sembrato uno stratega geniale. Però è pur vero che prima di lui Benitez non aveva fatto di meglio».
Ma forse critichi Leonardo, perché è un ex milanista?
«Diciamo che avrei preferito mille volte Zenga, che è un nerazzurro! Magari Moratti voleva fare un dispetto ai cugini, chissà! Però in generale sono contrario agli allenatori che non hanno fatto gavetta».
E Mourinho?
«Me lo riprenderei subito! E gli perdono anche tutte le provocazioni verso il Barcellona e la guerra psicologica contro Guardiola: fanno parte del suo personaggio!».
Da interista, com'è vedere lo scudetto in mano ai rossoneri?
«Durissima. Però dopo tanti successi dovevamo pur lasciare qualche briciola agli altri!».
Vista la débâcle, cosa pensi dell’acquisto di Pazzini inutilizzabile in Champions?
«È stato un ottimo affare, nonostante tutto, perché rivolto al futuro. E in quel momento all'Inter forse pensavano che Milito si sarebbe ripreso prima".
Chi vorresti alla Pinetina nella prossima stagione?
«Non vorrei grandi acquisti, mi accontenterei soltanto di un ringiovanimento. E poi, un nome su tutti: Tevez».