L’INTERVISTA 4 GIORGIO BORNACIN

«Non li ho capiti. No, anche questa volta non li ho proprio capiti».
Eppure, senatore Giorgio Bornacin, lei, quelli di sinistra, li conosce bene.
Bornacin, 61 anni, insegnante, una lunga esperienza da parlamentare e attuale coordinatore cittadino del Pdl, ci ripensa un po’ su, ma poi conferma il concetto. «Non si capisce perché i parlamentari liguri di sinistra, che pure avevano collaborato con noi per ottenere risorse a favore della Liguria, poi si siano tirati indietro»
Contrordine compagni.
«Infatti: al momento del voto del decreto Milleproroghe, dietrofront. Tutto questo per dare al governo un’altra spallata, che però si è rivelata niente più di un buffetto».
E il Milleproroghe è passato lo stesso.
«Soprattutto sono arrivati in Liguria i 90 milioni per i danni alluvionali. Inoltre: 150 milioni per la piattaforma portuale di Vado Ligure, 80 per il ribaltamento a mare delle aree Fincantieri di Sestri Ponente, e altri fondi per lo scalo della Spezia. Senza contare...».
Contiamoli, Bornacin, contiamoli.
«... i finanziamenti all’editoria e alle tv private».
Alla faccia di chi diceva che il governo snobbava la nostra regione.
«E dicevano anche che il ministro Giulio Tremonti lasciava la Liguria in mutande. Invece ha dato al la nostra gente un bel cappottino».
In sostanza: dai senatori liguri di sinistra si sarebbe aspettato un atteggiamento diverso.
«Stupisce l’atteggiamento di chi a sinistra sostiene, ma solo a parole, di lavorare bipartisan per superare le difficoltà della regione».
Mi pare che lei alluda soprattutto al senatore Enrico Musso. O no?
«Lui lo capisco ancora meno degli altri. È stato candidato sindaco, vuole ricandidarsi. Ma a Palazzo Madama, sul Milleproroghe, si è astenuto, che al Senato significa voto contrario. Va be’ che ora è nel Gruppo misto, ma insomma!».
Cioè, che mischia tutto e non ci capisce più niente neanche lui?
«Io non l’ho detto. Però...».