L’INTERVISTA 4 MARIA GRAZIA FRIJIA

«È possibile che in questa città girino sempre gli stessi nomi? Che non esistano piccole e medie imprese e gli imprenditori siano costretti ad emigrare in altre regioni? Bisogna lanciare un patto generazionale per salvaguardare i giovani che hanno il diritto di crescere professionalmente in questa città». Maria Grazia Frijia, 36 anni lavora nella politica a tempo pieno: dipendente del gruppo Pdl in Regione Liguria è anche vicepresidente del consiglio comunale spezzino ma per il partito è anche la prima militante: sempre pronta ad armare banchetti e gazebo.
Se la sinistra domina La Spezia non sarà anche colpa della mancanza di alternative credibili?
«Ma qui c’è la sinistra più conservatrice ed assistenzialista che mette nei ruoli chiave le stesse persone da una vita. Un tessuto difficile da tagliare e lo si può fare solo con un lavoro che vada avanti anni»
Quindi il 2012 è troppo presto per pensare alla Spezia in mano al centrodestra?
«Mai porsi limiti ma il cambiamento qui è più difficile da ottenere perché le persone sono ancorate all’ideologia»
Mi sembra il solito discorso di chi dice che la gente non capisce se non vi vota...
«Le faccio un esempio che le può chiarire su che dinamica ragioniamo: la discarica di Pitelli. Per anni, giunte di sinistra (che sono risultate anche giuridicamente colpevoli) hanno messo sotto casa della gente rifiuti tossici. Quello è il quartiere che in maniera più compatta vota a sinistra»
È vero che alla Spezia manca una voce fuori dal coro?
«È un dato di fatto che le inchieste del Giornale abbiano sempre fatto breccia. Quando si affrontano situazioni spinose non tutti sono disposti a seguirti, il Giornale sì e mi pare venga premiato perché quando sulle vostre pagine si parla della Spezia è difficile trovarvi in edicola».