L’INTERVISTA 4 MICHELE COPPOLA

A Torino si discute di Salone del libro 2011 e di Unità d’Italia. E il binomio ha subito provocato frizioni tra il nuovo assessore alla cultura della Regione Michele Coppola e il presidente della Fondazione per il Libro Rolando Picchioni. Il nodo del contendere è la mostra «L’Italia dei libri» che dovrebbe svolgersi in contemporanea al Salone. Un maxi evento (150 libri, 15 editori, 15 fenomeni editoriali e 15 personaggi fondamentali per la cultura nazionale: il tutto su 8mila metri quadri localizzati all’Oval, vicino al Lingotto) ma della durata di soli 5 giorni e con un costo stimato di almeno 700mila euro. Abbiamo chiesto all’assessore Coppola il motivo del suo dissenso.
La mostra non le piace?
«Quella di “L’Italia dei libri” è una bella idea. Io ho semplicemente chiesto un approfondimento e questo ha fatto rinviare la conferenza di presentazione del Salone del Libro... Io ho posto l’accento su due questioni: la prima è la mancata collocazione di un progetto del genere nella programmazione ufficiale degli eventi per il centocinquantenario dell’Unità d’Italia, anniversario per il quale il Piemonte ha un calendario densissimo di eventi. La seconda questione, ancora più rilevante, è quella di spendere una cifra consistente per un evento che dura soltanto cinque giorni. In un periodo di austerity non mi sembra ragionevole, almeno per quanto riguarda i 100mila euro che la Regione dovrebbe erogare direttamente. Il salone è davvero un momento importate per il Piemonte, una delle nostre eccellenze, ma la sua mission è lontana da quella di questo evento. Per come la vedo io dobbiamo investire fondi per renderlo sempre più internazionale e rinforzare la presenza di editori stranieri...».
Quindi niente mostra?
«Niente affatto, quello che domani (oggi per chi legge ndr) chiederò a Rolando Picchioni è di lavorare per dare il via a un progetto meno gigantesco. Non credo servano davvero 8mila metri quadrati... Ma credo davvero sia d’obbligo è un ridimensionamento».
C’è chi ha subito ricamato sulla questione, immaginando tensioni, personali e politiche, tra lei e Picchioni...
«Siamo al telefono da un po’ e non ho mai pronunciato il nome di Picchioni... Non c’è nessuna questione personale, Picchioni è alla presidenza della Fondazione del libro da molti anni e ha operato bene. Nel 2012 c’è il rinnovo degli organi che è una scadenza naturale. Ma qui si discute semplicemente di spendere bene i soldi del contribuente e fare un bel Salone».
Quanto alla proposta di rendere la mostra itinerante e assorbire così l’investimento?
«Anche questa in teoria è una bella idea, ma voglio capire come è possibile declinarla nella pratica. Mi fa piacere se altre regioni vogliono ospitare la mostra, ma mi chiedo se davvero sono disposte ad accollarsi i costi di smontaggio e riallestimento. Non sono costi che possono essere accollati ai cittadini piemontesi. In tempi di bilanci magri io devo sempre coniugare risorse e ricaduta sul territorio dei benefici dell’iniziativa».