L’INTERVISTA ALBERTO SCANNI

Ritardi e rumors. E come sempre è questione di soldi, quelli che Tremonti ha deciso di tagliare per colpa della crisi e quelli che la Regione a tutti i costi vuole trovare per riunire Istituto dei Tumori, Besta e Sacco e realizzare la Cittadella della salute.
Allora dottor Scanni, questo trasloco si farà?
«In occasione del nostro ottantesimo anniversario, il presidente Formigoni ha pubblicamente dichiarato di sì».
E come?
«La Regione si è impegnata a trovare dei fondi alternativi a quelli del Governo e sono già iniziate attività programmatorie per il progetto preliminare».
E con i tempi come farete?
«Ce la faremo: la cittadella sarà pronta per il 2014, esattamente un anno prima dell'Expo».
Cosa resterà della vostra vecchia sede storica di via Venezian?
«Alcune attività, come quelle legate alla diagnosi precoce, agli esami radiologici, alla educazione sanitaria od a attività di primo intervento».
Perché per voi è così importante questo trasloco?
«Semplice, qui non ci stiamo più. Abbiamo difficoltà ad implementare le attività, siamo in una gabbia dorata».
Però ci sono dei cantieri aperti.
«Entro l'estate verrà inaugurato un nuovo edificio in via Amadeo che ospiterà i laboratori di ricerca e in primavera saranno pronte anche cinque nuove sale operatorie».
Che senso hanno questi lavori in vista del trasloco?
«Il fatto di traslocare non significa perdere in eccellenza. Dobbiamo continuamente impegnarci per migliorare le nostre prestazioni e non sarà difficile poi utilizzare con altre finalità le opere realizzate».
Faccia un esempio concreto.
«Le nuove sale operatorie serviranno per ridurre le liste d'attesa e saranno sempre utili anche in futuro, l'edificio di via Amadeo ad esempio, potrà essere impiegato dall'università».
Pensa che il cambiamento creerà qualche disagio per i pazienti?
«Al contrario. Le vie d'accesso al polo di Vialba verranno potenziate quindi raggiungere il nuovo ospedale non sarà difficile e in più, i pazienti potranno contare su strutture nuove e standard alberghieri».