L’INTERVISTA ALFREDO PALLONE (FI)

Alfredo Pallone, coordinatore regionale e capogruppo Fi-Pdl alla Pisana, sappiamo che sta per spedire una lettera a Maurizio Sacconi. Per dirgli cosa?
«Ho deciso di scrivere al ministro perché sono molto preoccupato. Marrazzo non conosce cosa sia la trasparenza, per causa sua nel settore della sanità si naviga a vista. Dopo quattro anni non c’è ancora un piano sanitario, manca un disegno strategico, tutto funziona secondo la logica del vivere alla giornata».
Con quali conseguenze?
«Liste d’attesa che si allungano, servizi di pronto soccorso che non funzionano, chiusura di strutture pubbliche e sprechi, uno dietro l’altro. Di più: direttori generali che si attribuiscono bonus e schiere di consulenti sul cui numero non si riesce a fare luce. La politica del commissario si sta risolvendo in una serie infinita di slogan propagandistici, decreti emanati e dopo ritirati, pasticci amministrativi che stanno gettando le Asl nel caos. Inoltre, per mandare avanti la macchina, hanno messo in piedi una sovrastruttura che ci costa centinaia di migliaia di euro».
Cosa chiede a Sacconi?
«Due cose: un intervento diretto e una riflessione. A questo occorre domandarsi se è giusto lasciare a Marrazzo. Il problema è molto più ampio e radicato di quanto si possa credere».
In che senso?
«Quello del centrosinistra non è un governo, ma una vera e propria partitocrazia del Pd e delle sue correnti, dagli esiti nefasti: ai vertici delle aziende regionali finiscono i consiglieri non eletti anziché manager preparati. E poiché manca un accordo sugli obiettivi, l’unico collante è l’applicazione sistematica del manuale Cencelli».
A cosa porta questo stato di cose?
«A gestioni dissennate, come quella di Cotral: mi risulta che da mesi non vengano pagati gli stipendi ai lavoratori perché le banche non si fidano a concedere il credito, alla luce dei mancati versamenti da parte della Regione all’azienda. I vertici della compagnia hanno concluso il loro mandato a luglio e, in barba allo statuto, sono in regime di prorogatio da quasi otto mesi. In più, nonostante mille annunci propagandistici, ancora non conosciamo il piano industriale e di risanamento di Cotral. Gli amministratori hanno fallito, eppure si sono attribuiti premi di risultato».
Il Pdl è pronto a suggerire strade alternative?
«Stiamo lavorando e siamo a buon punto. Oggi pomeriggio, all’Auditorium della Conciliazione, discuteremo del passaggio a una realtà unitaria. È quello che ci differenzia dalla sinistra: a noi non interessa il rafforzamento di questa o quella corrente, per noi contano i valori».