L’INTERVISTA FABIO STURANI

Sindaco Fabio Sturani, allora che fa? Scampato il rinvio a giudizio, la procura ha chiesto la sua archiviazione per prescrizione. Si dimette?
«Non so niente nei dettagli, chieda al mio avvocato Roberto Gusmitta».
Ma il problema resta, o no? Il reato si cancella penalmente, politicamente la questione resta aperta.
«Non ho mai avuto niente da temere, ai magistrati ho spiegato tutto quello che c’era da spiegare. Ho depositato ben tre memorie quando sono stato ascoltato in procura».
Come indagato per corruzione.
«Come indagato, sì. Ho respinto le accuse visto che io di quell’area del porto lì, di cui si parla nell’inchiesta, non mi sono mai occupato. Tutto iniziò con la giunta precedente, c’era il sindaco Galeazzi (ex deputato Pd). Io ero un semplice assessore, non avevo le deleghe, non ho preparato io la determinazione del prezzo».
Quindi lei non ha suggerito all’allora presidente di Anconambiente, società al 100% del Comune, di acquistare quella area così tanto conveniente che poi verrà clamorosamente deprezzata?
«Ma no. È stato Montanari (ex presidente di Anconambiente, ndr) quando è uscito dalla società a sostenere certe cose. Fino a quando era presidente, era tutto ok, quando è uscito ha affermato il contrario. Ha deciso il Cda di Anconambiente, non io. E dire che Montanari era anche mio amico, bah».
Tra le accuse vi è quella di aver intascato finanziamenti per sue campagne elettorali da persone interessate alla vicenda dell'area portuale. Gente per la quale lei si sarebbe mosso in prima persona.
«Si è speculato molto su questa vicenda ma non c’è niente di illecito e misterioso, sono versamenti ufficiali, iscritti a bilancio».
Come mai lei disse che li conosceva appena questi signori?
«Era così, all’epoca erano imprenditori noti ad Ancona. Li conoscevo come li conoscevano tutti».
E i finanziamenti, allora?
«Ripeto, tutto ufficiale».
Ma lei, prima di fare il sindaco, non era impiegato nell’assicurazione dell’imprenditore Rossi, quello indagato dalla procura, lo stesso che ha finanziato le sue campagne elettorali?
«Da cinque anni Rossi non è più in quell’assicurazione. Resto un dipendente, ovviamente in aspettativa. E poi mica lo sapevo che era lì quando sono entrato».
E quando nel 2007 c’è andato insieme ai Caraibi, lo sapeva chi era Rossi?
«Ma che vuol dire. Certo che lo sapevo. Aveva appena vinto la regata intorno al mondo con la sua barca a vela, aveva attraversato l’oceano. Lo premiai anche in Comune. Mi disse. Se vuoi ho la barca laggiù. Approfittai dell’invito e feci una vacanza».
Ma non sapeva che era indagato?
«Non mi sembra all’epoca lo fosse».
È vero che Veltroni l’ha snobbata quando è venuto ad Ancona?
«Ma no, andava di corsa per il suo tour elettorale».
Esiste una questione morale nel Pd marchigiano?
«E perché? Piuttosto questa storia mi ha fatto capire chi sono gli amici e chi i nemici dentro casa, nel Pd intendo».
GMC