L’INTERVISTA FRANCESCO STORACE

«Non so se possiamo parlare di ricucitura o di riavvicinamento. Di certo su questo tema c’è stata condivisione con un pezzo importante del Pdl». Il giorno dopo l’annuncio della delibera per l’istituzione del mutuo sociale, Francesco Storace torna sui significati sociali della proposta. Ma non dimentica le implicazioni politiche di una battaglia che lo vede riavvicinarsi a parte del Pdl. «L’emergenza abitativa è un tema al quale non si sfugge: ho mandato la proposta di delibera a tutti i 60 consiglieri comunali, chiedendo di valutarla, non solo di sottoscriverla», esordisce il segretario nazionale della Destra.
Pensa che al momento del voto ci sarà convergenza nel centrodestra sulla delibera per il mutuo sociale?
«Di certo la auspico. Per questo non ho voluto metterci un cappello sopra. Gli stessi ragazzi di Casapound mi hanno chiesto di non fare una partita solitaria su questo tema. Così ecco che una prima convergenza è stata trovata con tre consiglieri del Pdl. L’inizio, insomma, è promettente. Se poi quelle di Cassone, Cochi e Gramazio, per quanto importanti, sono solo adesioni individuali, o se invece aderirà al progetto tutto il centrodestra, lo vedremo».
Di certo è una battaglia sociale.
«Sì. E il tema specifico del mutuo sociale sta animando da tempo un dibattito sul problema dell’emergenza all’interno della destra. Andrebbe sostenuto, è un ottimo elemento di distintività rispetto alla sinistra, che sul tema della crisi abitativa sa proporre solo l’ennesima proroga agli sfratti».
A proposito di sinistra. Alzetta parla di «presa in giro» perché per il mutuo sociale non ci sarebbero i soldi. E lo definisce incostituzionale, perché riservato agli italiani e discriminatorio con gli stranieri.
«Alzetta dimentica che ci sono soldi in regione per lo Iacp dimenticati da troppi anni. Comune e Regione possono mettere il denaro necessario all’avvio del progetto. Successivamente le case verranno costruite grazie ai soldi che le istituzioni incassano dai mutui senza l’intermediazione delle banche e quindi senza interessi. Il rapporto diretto istituzione-cittadini è tra i punti virtuosi di questa delibera. Quanto agli stranieri, vorrei che Alzetta capisse che il problema della sinistra è di sottovalutare gli italiani. Non sarò mai con chi dice “via lo straniero”, so bene quali sono le responsabilità di una grande nazione verso chi scappa per la fame. Ma questo non significa che se non hai pane a casa tua lo vieni a rubare qui. Altrimenti si alimenta il razzismo».
Ma il limite per le rate del mutuo fissato al 20 per cento di redditi bassi non sarà un problema?
«No. Con i canoni per le case popolari non è lo stesso? Ma la ricaduta qui è molto maggiore. Intanto migliaia di cittadini avranno una casa da cui nessuno può cacciarli. Poi, se il modello proposto da Roma funzionerà, sarà anche più facile trovare nuovi finanziamenti».
Tempi?
«La delibera sarà calendarizzata a marzo e, speriamo, approvata ad aprile. Se tutto va bene potrebbe essere a regime in sei mesi. Per cominciare a costruire non serviranno risorse pazzesche. E non sono un regalo: chi comprerà la casa restituirà quei soldi».