L’INTERVISTA GENE GNOCCHI

Del calcio si può anche ridere, e lo si è scoperto da un po’. Rai, Mediaset, tv locali... il programma che accompagna gag e imitazioni alle gesta atletiche del football è diventato un must. E proprio come nell’arte del dribbling, anche in quella della comicità ci sono - a salire - i brocchi, i gregari, i campioni e i fuoriclasse. Lassù, nella categoria degli Ibrahimovic e dei Kakà della risata, si accomoda, sornione e irresistibile, Gene Gnocchi. Dopo una carriera a Quelli che il calcio, quella peste d’un Gene si è fatto tentare da Sky e ora si diverte un sacco (e diverte gli spettatori) nel suo surreale Gnok Calcio Show, su Sky Sport 1.
Bianco Natal: come sarà quello di Gene Gnocchi?
«Mah, solitamente la butto sulla tradizione: me ne sto in famiglia. Quest’anno, però, Murdoch ci ha chiesto gli straordinari: ho affittato slitta e renne, vado in giro a fare campagna abbonati Sky per controbattere alla mazzata governativa dell’Iva al 20%. Anche a Gnok Calcio Show ho lanciato la campagna “Presenta Tremonti a Sky”: magari a farli parlare insieme...».
Ha qualche appuntamento imperdibile in tv per le feste?
«Sogno di vedere su History Channel la replica di Bochum-Hannover del 1997, un bel 0-0. Ma ho poche speranze».
Mettiamola così: c'è qualcuno che non vorrebbe trovare in tv? Tanto per avere un Natale sereno...
«Beh, se potessi evitare il commento alle partite di basket di Federico Buffa... Ma il sogno vero è non vedere nemmeno per sbaglio Enrico Varriale in tv».
La pensa come Walter Zenga...
«Mah, la pensavo come lui fino a quando non ha fatto pace con Varriale. Ora ce l’ho un po’ anche con Walter!».
C’è qualche sfizio che si leva ogni Natale?
«Posso dirlo? Il mio rito è andare il giorno di Santo Stefano al cinema, insieme a 4 o 5 amici, a vedere il peggiore dei cinepanettoni. Contiamo i peti e li confrontiamo con l’anno precedente. Andiamo in tanti per non sbagliare il conto».
Seriamente, cosa si aspetta Gene Gnocchi sotto l'albero?
«Un buon successo per la mia piéce teatrale Cose che mi sono capitate: è un monologo che porterò in giro per tutto il 2009».