L’INTERVISTA GIANNI SAMMARCO

Tensioni tra Forza Italia e An per il partito unico? Neanche per sogno. Lo sostiene con piglio deciso Gianni Sammarco, deputato azzurro e neocommissario romano di Forza Italia. E fa notare come sia già partita la macchina organizzativa verso il traguardo della Fiera di Roma per il congresso costitutivo del Pdl. Parlare di dubbi e timori che inquinerebbero i normali rapporti di buon vicinato politico del centrodestra per Sammarco è prematuro.
Allora, Sammarco, nessun rinvio come si mormora a dopo le Europee?
«L’ipotesi di uno slittamento è infondata. Guardi, qualche giorno fa è arrivata una circolare del coordinamento nazionale. Forza Italia invita tutti i delegati a prenotare gli alberghi per partecipare alla costituzione ufficiale del PdL a Roma il 27, 28 e 29 marzo. Siamo già in moto verso l’obiettivo, non possiamo fermarci, non ne abbiamo motivo».
C’è chi spinge verso la federazione e non per la fusione.
«Non è questo che ci hanno chiesto i nostri elettori, che si sono espressi in favore di un partito unico. Una federazione sarebbe un’operazione di facciata che tradirebbe la volontà di chi ci ha eletto».
La base di An mal digerisce quella che qualcuno definisce «annessione» a Forza Italia.
«La base, si sa, è il cuore pulsante di ogni partito e un cuore, come diceva Pascal “ha ragioni che la ragione non conosce”. Anche per noi sarà umanamente dura ammainare la bandiera di Forza Italia, ma siamo consapevoli dell’importanza di strutturare il Pdl, che è nato dalla lungimiranza politica del presidente Berlusconi, partendo proprio dalla base».
Fi e An non sarebbero d’accordo su niente: Statuto, quota di spartizione politica...
«La dialettica e il confronto politico non possono essere scambiati con liti e tensioni. Per quanto riguarda lo Statuto non ho notizia di bozze separate. Delle quote da attribuire a ciascun partito si stanno occupando i vertici nazionali, immagino in base ad un criterio stabilito non a caso ma tenendo conto di proporzioni e risultati elettorali nazionali».
Eppure si litiga: An non ci sta a «subire» il 30 per cento, troppo risicato per incidere sui rapporti di forza del nuovo organigramma del partito unico.
«A Roma non è così, siamo tranquilli con An. Ho ottimi rapporti sia con Piso (responsabile della federazione romana di An, ndr) che con il sindaco Alemanno. Al momento non posso dire nulla per il semplice motivo che non c’è stata ancora alcuna riunione per discutere delle percentuali».