L’INTERVISTA GIULIO ALBANESE

I preservativi non risolvono ma «anzi aumentano il problema» dell’Aids. Che significato hanno le parole pronunciate dal Papa in volo verso il Camerun? Il Giornale lo ha chiesto a padre Giulio Albanese, responsabile delle riviste missionarie della Cei, che accompagna Benedetto XVI durante il suo viaggio in Africa.
Perché queste parole?
«La battuta del Pontefice potrebbe essere percepita come provocatoria, ma in realtà non lo è. Rappresenta invece uno stimolo per andare al di là della solita diatriba su preservativo sì o preservativo no. Un tema così profondo e articolato non può essere ridotto a questo».
Che cosa ha voluto dire, allora, il Papa?
«L’idea che la sua risposta sottintende è la necessità di tanto buon senso e dunque il bisogno di promuovere una cultura che sia sempre rispettosa della relazione uomo-donna. La sessualità ha davvero bisogno di essere umanizzata e non mercificata. La domanda fatta al Papa riguardava la posizione della Chiesa sulla lotta all’Aids, ma nella sua risposta, Benedetto XVI ha ampliato il campo al rapporto tra uomo e donna esprimendo così il bisogno di uno sforzo a livello educativo e culturale».
Non c’è solo la piaga dell’Aids, ma anche il problema della crescita demografica...
«La crescita demografica non è la causa, ma l’effetto del sottosviluppo. Se si riesce a far crescere il livello di vita di queste popolazioni, faranno meno figli».
AnTor