L’INTERVISTA GUSTAVO PANSINI

Roma«L’impatto generale della legge proposta da Anna Finocchiaro e da altri senatori della sinistra nel 2006 avrebbe avuto un effetto devastante». Gustavo Pansini, ordinario di procedura penale all’università di Roma Tor Vergata ha messo a confronto i due disegni di legge di cui si parla in questi giorni e smentisce le parole del capogruppo del Pd al Senato, che difende il suo testo perché molto «diverso» da quello firmato da Gasparri-Quagliariello-Bricolo.
Professore, ci spieghi perché e come sono diversi.
«Sono diversi, ma a sfavore di quello della Finocchiaro. L’idea di base è infatti la stessa, fissare un tetto massimo per le varie fasi del processo ma c’è un aspetto grave in quello della sinistra: la prescrizione dei processi che superano i 6 anni nei 3 gradi di giudizio si applica a tutti i procedimenti, per qualsiasi tipo di reato. Se il ddl fosse diventato legge, dunque, ci sarebbe stata la cancellazione di moltissimi processi anche per reati gravissimi, come mafia, terrorismo, strage».
Ma la Finocchiaro dice che in quel ddl si prevedeva che dalla notizia di reato alla sentenza di primo grado potessero trascorrere 6 anni.
«Però, dimentica di precisare che mentre il progetto Gasparri-Quagliariello-Bricolo non fissa nessun termine per le indagini preliminari, quello a sua firma lo prevedeva: 2 anni fino al provvedimento con cui il pm esercita l’azione penale. Vuol dire che molti processi si sarebbero prescritti già nella fase delle indagini preliminari, prima ancora di arrivare al dibattimento. Dunque, il progetto della sinistra era molto più lassista di quello del centrodestra. Per fare un esempio, l’omicidio di Simonetta Cesaroni sarebbe già prescritto, come tanti altri. Poi, il ddl stabilisce altri 2 anni fino all’apertura del dibattimento e questo tempo, effettivamente, nella proposta del Pdl non c’è. Ma l’impatto di una legge va valutato nel suo complesso».
E per l’applicazione ai processi in corso?
«Anche qui le nuove regole avrebbero interessato un numero di processi ben maggiore di quelli previsti dal “processo breve” del Pdl. Non si è molto espliciti, ma si dice che per i processi in corso si applicano le disposizioni “previgenti, se più favorevoli all’imputato”. In caso contrario, si applicano a qualsiasi tipo di processo. Non ci sono limitazioni a quelli di primo grado, per gli incensurati e per reati inferiori ai 10 anni di pena come stabilisce, invece, la proposta Pdl. Anche qui, effetto devastante».