L’INTERVISTA JEAN-PHILIPPE COLLIN

BolognaL’internazionalità del Motor Show di Bologna è da tempo riconosciuta e anche quest’anno sono stati numerosi i top manager presenti nelle prime giornate del salone che chiude oggi. Un ruolo non facile, il loro, in un momento delicatissimo per il mercato dell’auto che cerchiamo di analizzare con Jean-Philippe Collin, dallo scorso gennaio direttore generale di Peugeot Automobiles.
Il tema degli aiuti statali. Qual è la posizione di Peugeot?
«Per quanto riguarda l’Unione Europea posso dire che gli interventi pubblici saranno i benvenuti se riguarderanno lo sviluppo di vetture sempre più ecologiche. Sotto il profilo dei semplici aiuti devo invece dire che Peugeot, e il gruppo Psa in generale, possono vantare una situazione finanziaria solida: non abbiamo debiti e continuiamo i forti investimenti nella ricerca e nello sviluppo, le armi migliori per combattere la guerra di strategia e di posizione che è in atto tra le case».
Nessun cambio di strategia, dunque?
«No, anche se i modelli che lanceremo nel 2009, il crossover derivato dal concept Prologue e un inedito “monospace”, ci permetteranno di entrare in nuovi sottosegmenti. Per il resto continueremo a concentrarci nelle fasce dove siamo già protagonisti: i segmenti B e C e il settore dei veicoli commerciali leggeri dove siamo in crescita costante grazie a una gamma che è la più ampia a livello continentale».
La crisi in atto può rallentare il cammino verso vetture più ecologiche? È indispensabile una revisione dei limiti europei alle emissioni?
«Per Peugeot non cambia nulla e siamo soddisfatti dei risultati ottenuti dalla Acea, guidata nel 2008 dal nostro presidente Christian Streiff. Oggi, del resto, in Europa un’auto su sei, nella fascia di emissioni inferiori a 120 g/km di anidride carbonica, porta il marchio del Leone, un risultato da attribuire al nostro pionierismo che ci ha portato per primi all’utilizzo del sempre più diffuso sistema “stop&start” delle versioni “microhybrid”, senza dimenticare il filtro Fap che è già stato montato su 1,6 milioni di Peugeot. Questo nostro primato ecologico ci ha inoltre permesso di imprimere negli automobilisti un’immagine molto positiva del marchio, un patrimonio inestimabile che ci permetterà di essere pronti prima di altri quando ci saranno i segnali di ripresa del mercato».
Potranno essere i modelli più rispettosi dell’ambiente a far riprendere la domanda?
«Ne sono sicuro, e noi saremo pronti con una gamma sempre più verde, a cominciare dalle “microhybrid” che nel 2011 raggiungeranno il milione di unità a livello di gruppo. Non temiamo confronti anche nelle tecnologie più complesse, perché disponiamo della pila a combustibile universalmente riconosciuta come la più efficiente».