L’INTERVISTA MARCO BULFON

Sconti, promozioni, offerte speciali: molti negozi li hanno proposti fin da prima di Natale, per far ripartire le vendite frenate dalla crisi. E adesso che iniziano i saldi, si risparmia davvero? Lo chiediamo a Marco Bulfon, curatore delle indagini per l’ufficio studi di Altroconsumo.
Vale la pena affrontare la «campagna saldi»?
«È certamente un’occasione da sfruttare, perché gli sconti, nella media, sono reali. Il problema, secondo noi, è un altro: perché dev’esserci una legge che limita la possibilità di risparmiare a due soli periodi all’anno? Il mercato non è più in grado di sopportare questa fossilizzazione, se mai lo è stato, e lo si è visto chiaramente negli ultimi mesi, ma non solo. Già dal luglio scorso, nelle cinque città dove abbiamo svolto la nostra inchiesta, cioè Milano, Torino, Roma, Napoli e Bari, il 13% dei negozi di abbigliamento ha fatto promozioni prima dei saldi, bypassando di fatto la legge. Non sarebbe allora meglio dare la possibilità di fare vendite speciali tutto l’anno, in modo trasparente e controllato?»
Non mi sembra però che i commercianti siano d’accordo.
«Non tutti, certo: ma molti sì, anche all’interno delle associazioni di categoria. È vero che la proposta di anticipare i saldi a Natale, sull’esempio di altri Paesi, non ha raccolto consensi: ma noi chiediamo una cosa diversa, cioè che il negoziante possa scegliere autonomamente il periodo di promozione, in base alle sue esigenze, e naturalmente avere la possibilità di pubblicizzarlo».
Ma questo non finirebbe per avvantaggiare la grande distribuzione a scapito del negozio di quartiere?
«È chiaro che è impossibile annullare la differenza di potenziale commerciale tra i grandi nomi e i piccoli esercizi. Ma la possibilità di comunicare è proporzionale alle dimensioni, nel senso che anche il negozio di quartiere ha i mezzi per informare la sua clientela abituale della promozione in corso».
Bisognerebbe cambiare la legge?
«In realtà la legge sulle promozioni, che non hanno praticamente limiti temporali, va bene così com’è, perché già esiste l’obbligo di esporre il prezzo originario, la percentuale di sconto praticata e il prezzo finale. La legge prevede anche gli organismi di controllo, cioè la polizia municipale e annonaria. Ma alla fin fine questi controlli sono scarsissimi: invece andrebbero intensificati, e non solo in periodo di saldi».
Sono diffusi gli sconti truccati?
«Secondo la nostra ultima rilevazione, il 20% dei negozi presentava irregolarità: la più diffusa è mantenere, durante i saldi, lo stesso prezzo della promozione precedente. Poi c’è anche chi attacca più etichette sullo stesso cartellino, per gonfiare lo sconto finale, oppure indica un prezzo pieno più alto di quello reale».