L’INTERVISTA MASSIMO TEDDE

Massimo Tedde, segretario Cisl della provincia di Olbia-Tempio (dove si trova la Maddalena, teatro del G8), che cosa pensa il sindacato del «social pact»?
«È chiaro che siamo d'accordo. Davanti a una crisi di questa portata le forze vanno unite, istituzionali, sindacali e delle parti datoriali: nessuno può sognarsi di uscire da questa situazione con il fai-da-te o con la contrapposizione muro contro muro».
Che cosa vi aspettate dal governo?
«Fatti concreti. Qualcosa si è già mosso, un po’ di miliardi sono stati dati agli ammortizzatori sociali grazie anche alle pressioni dei sindacati. Un passo importante (anche se la Cgil non la pensa come noi) è stato riformare il modello contrattuale, legato alla produttività. È sbagliato l’immobilismo quando il mondo cammina a mille all’ora, c’è necessità di cambiare regole. Il piano casa si dice possa aiutare il nostro territorio, caratterizzato da un’alta attitudine all'edilizia. Comunque abbiamo chiesto alle istituzioni di fare uno sforzo maggiore».
Voi in Gallura avrete meno difficoltà, con tutti i soldi piovuti per il G8.
«Invece l’appuntamento della Maddalena è una grande delusione. Sono sparite varie opere collaterali, tra cui la strada a quattro corsie Sassari-Olbia, un’infrastruttura fondamentale per cui ci stiamo mobilitando. Imprese e maestranze locali sono state escluse da tanti appalti. In Costa Smeralda la burocrazia della giunta Soru tiene fermo da un anno e mezzo un investimento di 420 milioni di euro di Tom Barrack. Sono soldi privati superiori a quelli stanziati per il G8, per capirci. Se lo Stato non mantiene gli impegni e non mette il privato nella condizione di investire, come fanno i territori a uscire dalla crisi?».