L’INTERVISTA PIETRO GIULIANI

Nelle Borse si continuerà a navigare a vista ancora per qualche tempo, ma chi è pronto a rischiare e ad affidarsi alle mani di un bravo gestore nell’arco di 3-5 anni potrebbe ottenere «un rendimento prossimo al 40-45 per cento». L’amministratore delegato di Azimut, Pietro Giuliani, lancia un deciso invito alle famiglie italiane a sfruttare il tracollo di Piazza Affari come un’occasione per investire a prezzi di saldo. Perché malgrado l’economia mondiale sia in profonda recessione, le azioni restano il miglior modo per fare fruttare il proprio denaro sul medio-lungo periodo.
Chi sceglie un orizzonte di 12-18 mesi deve essere però necessariamente prudente: in questo caso il consiglio di Giuliani è affidare la metà di quanto si è disponibili a investire in prodotti a basso rischio, suddividendolo in parti uguali tra obbligazioni (25%) e prodotti monetari (25%).
Con l’altra metà è invece necessario osare di più, ripartendo il denaro «tra i fondi ad alto rendimento azionario (25%), i prodotti flessibili o bilanciati (15%) e per l’ultimo 10% nei cosiddetti strumenti “quantitativi” (si tratta di prodotti basati su modelli matematici che calibrano l’esposizione in Borsa a seconda dell’andamento dei mercati ndr)», prosegue il numero uno di Azimut. L’obiettivo della componente obbligazionaria è creare una sorta di deposito di sicurezza per contenere la volatilità dei mercati, puntualizza Giuliani ma «il percorso va progressivamente corretto, spostando nel prossimo anno e mezzo almeno l’1% al mese verso i fondi quantitativi e quelli azionari».
Una fiducia verso Piazza Affari che Giuliani ha dimostrato anche come imprenditore portando a termine nel 2008 con la sua Azimut, una delle rare Sgr italiane realmente slegate dal sistema bancario, un piano di riacquisto di azioni proprie che intende ripetere quest’anno. «Come è accaduto dopo la grande crisi del ’29, chi oggi ha denaro a disposizione può fare grandi affari», prosegue Giuliani secondo cui nei prossimi tre anni le Borse potrebbero recuperare il tracollo del 60% subito nell’ultimo anno e mezzo tornando a valori pre-crisi subprime. Stime che se saranno confermate, secondo i calcoli di Giuliani, consentono a un investitore che si affaccia oggi alla Borsa di puntare a un rendimento lordo nel medio periodo vicino al 45 per cento. La condizione è però di scegliere un bravo gestore e di avere un portafoglio ben costruito, conclude il numero uno di Azimut, sottolineando come a conti fatti il guadagno potenziale ricavabile dalle azioni è quasi il triplo di quanto si può sperare di ricavare da un corporate bond (che difficilmente potrà rendere più del 6% lordo all’anno).