L’INTERVISTA QUAGLIARIELLO

Senatore Gaetano Quagliariello, ha più vinto Chiodi o più perso il Pd?
«Sono le facce della stessa medaglia. Chiodi è l’idealtipo del candidato del Pdl. Abbiamo puntato sul Pdl e andremo avanti così, sulla strada indicata dagli elettori. Abbiamo rifiutato accordi con l’Udc e con la Destra che erano pur vantaggiosi ed ecco il risultato».
Nel Pd invece?
«Hanno fatto il contrario. Veltroni ha smentito se stesso e ha fatto rivivere la coalizione prodiana. Dentro c’erano tutti, da Di Pietro ai Comunisti italiani».
La sinistra dice che ha vinto l’astensione...
«Nascondono la débâcle dietro l’astensione che è spiegabile con una disaffezione alla politica perché gli amministratori non hanno dato buona prova di sé; poi si votava solo in una Regione e in dicembre: sa il freddo che fa?».
Il Pd è ko ma Di Pietro ha vinto...
«Sì, ma il costo della sua vittoria è la sconfitta della coalizione. Già in campagna elettorale soffrivano il moralismo d’accatto dell’ex pm».
Moralismo d’accatto?
«Di Pietro è in tutte le giunte sospette in Abruzzo e ha fatto di tutto per entrare in quella di Del Turco».
Nel Pd aspetteranno le Europee per chiedere la testa di Veltroni?
«Il Pd deve ritrovare la bussola, ce lo auguriamo pure noi perché è difficile dialogare con chi dice “siamo avversari, non più nemici” ma poi sta a braccetto con uno che usa la clava».
Infatti Marini dice: «Dobbiamo essere più autonomi da Di Pietro e sulla giustizia, per esempio, occorre dialogare... ».
«Marini ha sempre avuto un atteggiamento di buon senso e ha molto sofferto la sudditanza psicologica con Di Pietro».
A sinistra c’è qualcuno che vorrebbe pure aprire all’Udc...
«Ragionano ancora nei termini dell’“aggiungo un elemento e vinco”. Ma mettere insieme Casini con il Prc vuol dire condannarsi all’immobilismo».
E voi con Casini?
«Lasciamo aperto un uscio ma l’Udc ragiona ancora con una logica di coalizione mentre noi cerchiamo un partito maggioritario. E questa è una differenza di sistema».