L’INTERVISTA SOGGETTI SMARRITI

«Un giorno senza sorriso è un giorno perso». È una delle frasi più celebri dell'indimenticabile Charlie Chaplin. E allora spazio ai cabarettisti. Numerosissimi i comici che dalla nostra città sono approdati sul piccolo schermo e hanno acquisito grande notorietà: Daniele Rochetti, Maurizio Lastrico, Andrea Di Marco, Daniele Raco, Andrea Possa e Marco Rinaldi sono alcuni dei talenti genovesi doc che sono nati e cresciuti professionalmente nella nostra città. Attualmente questi artisti sono alcuni dei protagonisti dello spettacolo «Belo Horizonte»,(ieri sera alla Tosse) un contenitore di musica e umorismo sorprendente, sempre nuovo e sempre diverso che oscilla tra lo show comico, il varietà ed il musical. Il direttore artistico dello spettacolo Marco Fojanini, noto scopritore di talenti, svela la ricetta per essere un buon comico «umiltà, creatività e capacità di rinnovarsi - aggiunge inoltre - Nel nostro spettacolo il cabaret si sintonizza con altre discipline come la musica, il circo e la danza offrendo allo spettatore un mix di emozioni diverse e sempre nuove». Ricordiamo che Fojanini, insieme a tutto lo staff degli artisti che compongono il Belo Horizonte, ha vinto il premio Renato Castellani 2009 per «il ligure che si è meglio distinto nel campo dello spettacolo e della comunicazione» e di personaggi che si distinguono per il singolare talento il Belo Horizonte ne possiede molti a cominciare da i «Soggetti Smarriti», per gli amici «i Soggetti»: Andrea Possa e Marco Rinaldi.
Qual è il segreto per conquistare il pubblico?
«Riuscire a strappare la risata e nello stesso tempo far riflettere. Tutto ciò che inseriamo nei nostri sketch prende spunto dalla vita quotidiana, da fatti in cui tutti possono riconoscersi. Ci proponiamo di rileggere in chiave comica situazioni realmente accadute che leggiamo sui giornali, vediamo per strada o viviamo in vacanza».
Perché il nome «Soggetti Smarriti»?
«Ci sembrava un nome simpatico ed è stato piuttosto azzeccato poiché siamo entrambi un po' smarriti nella vita quotidiana».
Comici in coppia, è obbligatoria una grande affinità...
«Sì. Lavorare in coppia prevede molta affinità, deve esserci una forte capacità comunicativa ed essere quindi complementari al massimo per reggere bene lo sketch in due. Cerchiamo di non dimenticarci mai che siamo noi a dipendere dal pubblico e non il contrario, è infatti dalla loro reazione che capiamo se abbiamo lavorato bene. Quando il pubblico capisce che siamo noi stessi a divertirci partecipa maggiormente e si diverte più».
Qual è il vostro cavallo di battaglia sul palco?
«La parodia dei due sbandatissimi tossici "Fogna" e "Campana", personaggi anacronistici che rispecchiano una condizione sociale, chiaramente da noi esasperata, legata agli anni '60. Il pubblico è molto partecipe anche quando scherziamo sulle abitudini legate all'essere genovesi, come la tirchieria o il fatto di avere una mentalità molto chiusa. Non mancano poi inevitabili battute sulle due tifoserie calcistiche della città».
A questo proposito rendete pubblica la vostra fede per il Genoa…
«Sì… siamo genoanissimi. Le battute su Cassano rientrano nel nostro repertorio preferito, scherzi a parte… siamo sempre allo stadio a seguire il Genoa e in occasione dei derby un po' di sano sfottò non può mancare. Più di una volta siamo stati chiamati come ospiti a premiazioni o eventi legati alla squadra, come la festa per il ritorno in serie A o i festeggiamenti per i 115 anni della società. Sono stati bellissimi momenti in cui abbiamo unito l'affetto per il grifone a quello che più ci piace fare: far ridere».
Ora siete impegnati con lo spettacolo del Belo Horizonte come sta proseguendo questa esperienza?
«Parlano in primis i numeri, ad ogni serata c'è il tutto esaurito. Tanti cabarettisti uniti dalla collaborazione degli artisti del Circumnavigando, cantanti e ballerini danno vita ad un'esibizione originale, sempre nuova e molto coinvolgente, che tiene viva l'attenzione del pubblico. È proprio il caso di dire che l'unione fa la forza».