L’INTERVISTA IL TECNICO COMUNALE

Antonio Marchesi, istruttore direttivo dell’ufficio tecnico del comune di Milano ha appena sentito il ministro Brunetta alla Tv. E si è arrabbiato. Moltissimo.
Brunetta le ha rovinato la serata?
«Ma no, però ho la sensazione che faccia affermazioni senza conoscere la realtà della pubblica amministrazione».
Ci spieghi la sua.
«Io esamino grandi progetti edilizi a Milano, lavoro da 35 anni circa e prendo 1.400 euro al mese. Una miseria. E pensare che anni fa il mio lavoro mi piaceva molto e andavo orgoglioso del mio ruolo in comune».
E poi cosa è successo?
«Intanto l’arrivo dell’euro mi ha dimezzato lo stipendio. Poi la disorganizzazione e la mancanza di regole chiare e univoche ha fatto il resto. C’è il caos negli uffici».
Cosa chiederebbe a Brunetta?
«Di poter lavorare meglio, con più strumenti e anche con norme più chiare da seguire. La maggior parte dei dipendenti pubblici è brava ma sfiduciata. E la produttività è correlata a come uno si sente dentro».
Dunque è vero che i dipendenti pubblici lavorano poco?
«Anche nel privato, succede. Se uno si sente a disagio lavora male, ma se c’è uno con il fucile puntato alla schiena il lavoro lo fa come può».
Cosa servirebbe per invertire la rotta?
«Una riorganizzazione della macchina pubblica che tenga conto anche di quelli che lavorano e non solo della dirigenza».