L’intervista Vanessa Ferrari oggi si gioca la qualificazione olimpica

Un pomeriggio per qualificarsi alle Olimpiadi. Oggi dalle 16,45 (non c'è copertura televisiva) le azzurre della ginnastica artistica si giocano Londra 2012, alla North Greenwich arena devono piazzarsi fra le prime 4, per tornarci a fine luglio, con la competizione a cinque cerchi. Il compito è agevole, le migliori 8 nazionali sono già passate grazie ai mondiali di ottobre, a Tokyo. L'Italia fu nona, il dt Maurizio Allievi insiste con Elisabetta Preziosa e Carlotta Ferlito, argento e bronzo alla trave agli Europei di Berlino 2011, facendo debuttare le 15enni Erika Fasana, bresciana, e Francesca Deagostini, pavese di Mortara.
Vanessa Ferrari, a Pechino 2008 fu penalizzata da un infortunio, adesso rischia di rimanere a casa da Londra?
«Non dovremmo avere problemi a qualificarci».
Andasse male, solo un'azzurra sarebbe iscritta, probabilmente toccherebbe a lei, capitana della giovane Italia.
«Vogliamo esserci tutte, non falliremo l'esame di riparazione».
Sei anni fa conquistò pure due bronzi iridati, nel 2007 fu terza nel concorso generale, a Stoccarda. Poi perchè si è eclissata?
«Ho avuto problemi ai piedi».
Le campionesse americane Memmel e Johnson, come la russa Mustafina, si sono ritirate in fretta. Sacramone, iridata nel volteggio a Rotterdam 2010, si è rotta il tendine d'Achille in allenamento...
«A me capitò nell'anno precedente. La ginnastica è usurante, il codice di punteggio costringe a portare al limite ogni esercizio, ma io non mi arrendo».
Agli ultimi mondiali è stata 12ª.
«Al corpo libero in qualificazione ero quarta. Durante il riscaldamento una distorsione mi ha precluso la quarta finale iridata su quattro. Conto di essere al top per la mia seconda Olimpiade».
Avrà 22 anni, poi smetterà?
«Vorrei. Il mio allenatore Enrico Casella cerca già di dissuadermi».
In carriera ha guadagnato sui 300mila euro, pensa mai al dopo?
«Alleno due ore al giorno, in una società vicina alla Brixia, la Piccola Artistica Brescia».
In palestra si presentò per la prima volta a 7 anni.
«All'epoca con la famiglia vivevo a Genivolta, in provincia di Cremona, adesso abito a Orzinuovi. In televisione mi catturò un'atleta alla trave».
Dicono detesti i reality...
«Al punto che non accetto gli inviti tv, anche per la ginnastica. Resto concentrata sulla realtà, il sacrificio costante è nel mio Dna».
E il calcio?
«E' un mondo finto, con troppe sceneggiate»