L’intervista a Vladimir Luxuria

La vbincitrice dell'Isola: "Ricandidarmi? Ma no, scriverò favole con personaggi trans. Ho già firmato un contratto, inizio a maggio"

Milano - Alle due di notte, dopo dieci settimane di «naufragio» su un’isoletta dell’Honduras e una puntatona finale durata quasi quattro ore, Vladi era fresca come una rosa. Con quella fascetta a tenerle indietro i capelli e la casacca troppa larga per i sedici chili persi, sorrideva a telecamere, amici e parenti come una diva. Del resto se già prima era nota, ora l’ex parlamentare di Rifondazione comunista è entrata nelle case di sette milioni di italiani. Tra i quali molte nonnette che (secondo i sondaggi) ignorano il significato del suo essere «transgender» e sono convinti sia donna dalla nascita (Luxuria ha fatto un’operazione di ricostruzione del seno, ma ha mantenuto gli organi genitali maschili).

Dunque, Vladimir, la sua vittoria è la risposta a chi, soprattutto a sinistra, l’ha criticata per la scelta di partecipare a un reality, ignominia per un parlamentare impegnato?
«Veramente quelli che mi hanno criticato erano una minoranza, anche a sinistra. Comunque, io, vado avanti per la mia strada come ho fatto in tutta la mia vita seguendo scelte difficili. Esattamente come quando ho deciso di essere libera, di mostrare il trans che sono dentro, di fare politica, di organizzare il Gay Pride».

Ora seguirà l’invito del segretario del Prc Ferrero che la vuole candidare al parlamento europeo?
«Assolutamento no. Dopo la sconfitta al Parlamento, avevo deciso che per adesso non avrei fatto politica istituzionale. Ovviamente le mie simpatie rimangono e rimarranno sempre a sinistra. Ma continuerò con quello che sto facendo».

E, dunque, cosa ci dobbiamo aspettare?
«Intanto scriverò un libro di favole transgender per bambini. Ho un contratto con la Bompiani e inizierò a lavorarci a maggio».

Anche metà del premio vinto all’Isola (duecentomila euro) lo darà ai bambini, in particolare all’Unicef. Che cosa pensa della proposta di affidamento dei bambini anche ai gay?
«Premesso che non vorrei che la scelta di devolvere il denaro dell’Unicef venga strumentalizzata, non credo proprio che l’orientamento sessuale possa essere in qualsiasi modo discriminatorio. E ben venga qualsiasi azione per togliere i bambini dalla strada o dagli orfanotrofi».

Lei pensa che la sua partecipazione al reality sia stata in qualche modo utile alla lotta contro la discriminazione sessuale?
«Penso che sia una grande opportunità per una battaglia ancora molto lunga. E comunque il fatto di aver reso il pubblico più in confidenza con una persona come me, ha contribuito a dissipare alcuni pregiudizi. E la mia vittoria mostra che gli italiani sono più avanti dei loro politici».

Dunque, pensa che la gente a casa l’abbia compresa?
«Io credo che il pregiudizio nasca dalla non conoscenza. Molti, prima che io entrassi in Parlamento, pensavano che mi sarei comportato come una Cicciolina, poi mi hanno apprezzato. La stessa cosa è successa ora sull’Isola. Il ministro Carfagna? Non penso che abbia tra le sue priorità il rispetto della dignità degli omosessuali».

Però, della sua permanenza sull’Isola più che i discorsi a favore della libertà sessuale, la gente ricorderà la «spiata» sulla liaison tra Belen Rodriguez e Rossano Rubicondi (la prima è fidanzata con il calciatore Marco Borriello, il secondo è sposato con Ivana Trump). Insomma lei, più che un trasgressivo, in questo caso è sembrata un’educanda...
«Ho solo cercato di difendermi dall’accusa di tramare per vincere il reality ai danni di alcuni miei compagni d’avventura».

C’era bisogno di svelare un tradimento in diretta?
«Ma è un bacio, e che sarà mai? Meglio di uno schiaffo no?. E comunque non ho mai espresso un giudizio morale sul comportamento di Belen».

Forse si arriverà al divorzio tra Rossano e Ivana Trump...
«Non certo per quello che ho detto io».