L’Intifada muta di un orfanello

Il suo papà è morto a Londra, diciannove anni fa, ucciso da un killer ancora oggi sconosciuto. Naji Alali, uno dei più grandi fumettisti palestinesi, si era fatto molti nemici, a partire dallo stesso Arafat. Prendeva di mira Israele, l’America, ma anche l’establishment politico degli Stati arabi. Naji è morto ma Handala, la sua creatura, è vivo ed è sempre il simbolo della diaspora palestinese. Un bimbo piccolo, spelacchiato, senza scarpe, vestito di stracci. All’inizio aveva un ruolo attivo nelle vignette, poi un giorno si è girato di spalle e il suo viso è scomparso per sempre. È diventato un osservatore muto dei disegni del papà. È muto ma si fa sentire. Scrive il New York Times: «Se volete capire cosa pensano i ragazzini arabi leggete Handala». E Naji diceva: «La morte è disegnare cose in cui non credo». Lui è morto, i suoi disegni no.