L’inutile record del tedesco

La nota stonata è che Schumacher ha spiccato il nuovo record della pista spagnola nel secondo quarto d'ora di qualifiche, con un incremento dello 0,2 % sul 2005 (altro travaso di bile per il presidente Mosley), mentre la partenza in pole, nell'odierno Gp di Spagna, spetta ad Alonso, che, nel terzo quarto d'ora, ha ottenuto un tempo di 11/1000 peggiore. E allora, che razza di qualificazioni sono, se, nella stessa ora, non si riconoscono i meriti dell'uomo e della macchina migliori? Dopo che le differenze di prestazioni tra le vetture di 2,4 e di 3 litri non sono di così immediata comprensione.
Ovviamente, con il particolare genere di competizione dei «pit stoppisti» d'oggi, non si può affermare che pochi millesimi di secondo al giro bastino a dar favorito il binomio Ferrari-Bridgestone, specie quando la gommatura della Michelin è divenuta famosa, oltre che per la pericolosa delaminazione del 2005, proprio per la resa su un giro, a battistrada nuovi e a dispetto del regolamento. Si può, però, riconoscere l'iniquità di questo format, se si osserva che, pur senza una superiorità assoluta, Alonso e Fisichella possono andare subito al comando; poi, si vedrà come tenere a bada Schumacher e Massa; tutti gli altri lontani, perché Michelin e Bridgestone confezionano pneumatici «super» unicamente per la propria squadra favorita. Di sicuro, la scelta di gomme fatta dalla Ferrari promette molto alla distanza e ciò significa che un sorpasso non è troppo prevedibile al primo rifornimento. Un equilibrio esiste anche per i pesi alla partenza, visti i 22-25 giri rabboccabili rispettivamente per Alonso-Fisichella e i 22-24 per Massa-Schumacher. Sarebbe interessante vedere Schumi-Fisico restare più a lungo in pista. E ancor più assistere a un sorpasso lontano dai box, considerando che la Ferrari ha fatto un lungo sfoggio di velocità massime nettamente più alte dei diretti avversari.