L’invalido aspetta fuori dal cancello

Tutto è curato, ma non ci sono addetti Un pensionato: «Posso entrare in auto, devo attendere ore che gli operai aprano»

«Sono un invalido riconosciuto al 100 per cento. Ho tanto di certificato e di autorizzazione, ma a quanto pare tutto questo non serve a niente. È da tempo che combatto per ottenere maggiori garanzie per poter accedere all'interno del cimitero con la mia auto. E invece nulla. È sempre la solita storia, mi rassicurano e poi resto fuori ad aspettare gli addetti ai servizi cimiteriali».
A denunciare l'increscioso episodio è Giovanni, un pensionato di Struppa, che spesso si ritrova davanti al cancello secondario del campo santo di San Siro in via Araone nella Val Bisagno, e aspetta in macchina che qualcuno gli apra. Perché dall'ingresso principale con la macchina non può entrare, mentre da quello secondario, sì. Ma siccome c'è bisogno che qualcuno apra il cancello, quando quel qualcun non c'è, lui resta lì fermo ad attendere, anche delle ore. «Qui purtroppo, come in altre parti della città sono davvero pochi gli operai del Comune, sono soltanto in cinque e devono girare per tutti i cimiteri di vallata - spiegano alcune persone in visita al cimitero -. Questo significa coprire San Cosimo, Montesignano, Bavari, Pino Soprano, San Desiderio, Molassana Nuovo e Fontanegli. Del resto se non c'è abbastanza personale, le colpe non possono essere certo attribuite a loro. È chiaro che in alcune situazioni non riescono a garantire servizi efficienti al cento per cento».
Insomma le lamentele non mancano, malgrado ciò, a differenza di altri campi santi della zona, San Siro di Struppa è quello dove la presenza del personale del Comune è maggiormente assicurata. Il cimitero - composto da otto campi, sei piccole gallerie, cappelle di famiglia, ossari, cinerari e colombari - riesce infatti a garantire tutti i giorni un'apertura dalle 7.30 alle 17; mentre la domenica l'orario è dalle 7.30 alle 13. La manutenzione negli ultimi anni c'è stata, soprattutto nelle gallerie dove pioveva, i gradini delle scalinate sono in ordine, insomma non emergono grosse carenze. Il cimitero non può dirsi dunque abbandonato. Infatti se chiami al telefono, qualcuno prima o poi risponde, i campi sono ben tenuti, l'erba è tagliata con regolarità, e non ci sono particolari problemi legati alla sporcizia, se non quando si parla di servizi igienici, pressoché inutilizzabili. Eppure i visitatori abituali non risparmiano critiche, soprattutto nei confronti dell'amministrazione comunale che risponde solo in parte alle esigenze dei cittadini.
«Non aggiungo nulla di nuovo se dico che sono stanco di vedere le cose sempre fatte a metà - spiega Antonio, residente della zona-. Sì, è vero c'è più movimento qui che in altri cimiteri, ma cosa costerebbe mai alle casse del Comune assumere dell'altro personale per curare più dignitosamente i cimiteri, non soltanto di questa vallata, ma di tutta la città? Potevano altrimenti decidere di chiuderne una parte, invece hanno fatto scelte diverse. Chiaramente chi ne fa le spese alla fine è sempre il cittadino».