L’invasione dei turisti paralizza Genova

(...) autostradale genovese sia la viabilità cittadina.
La situazione è tale che ieri mattina il prefetto Giuseppe Romano, insieme all’amministrazione comunale e all’Amt, ha ritenuto di convocare le organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Faisa-Cisal e Orsa, e cioè coloro che che hanno proclamato lo sciopero nazionale degli autoferrotranvieri, per chiedere loro di spostare alla settimana prossima l’agitazione. Lo sciopero infatti inevitabilmente minaccia di incidere con pesanti ripercussioni il traffico già ingolfato di Euroflora. Che cosa potrebbe accadere se anche i mezzi pubblici non svolgessero il loro compito?
Le organizzazioni sindacali, a quanto pare, avrebbero ammesso che il pericolo è reale e che comprendono le preoccupazioni espresse dal Prefetto. Tuttavia gli hanno risposto picche in quanto lo sciopero è stato proclamato su tutto il territorio nazionale e quindi dovrà svolgersi in contemporanea in tutte le città.
Visto inutile ogni tentativo, a quel punto il Prefetto, il vice sindaco Alberto Ghio e l’assessore al Traffico Arcangelo Merella hanno emesso un comunicato congiunto nel quale, per quanto riguarda la giornata di venerdì 28, invitano i genovesi a effettuare i propri spostamenti, per quanto possibile, prima delle 9 e dopo le 17, cioè nelle fasce orarie in cui il servizio di trasporto pubblico è garantito. Tra le 9 e le 17, invece, viene rivolto l’invito di limitare gli spostamenti con il mezzo privato specie nell’area centrale, e quindi nella zona della Foce, per consentire un accesso regolare alla Fiera. Tuttavia, per comprendere appieno le preoccupazioni del Prefetto, è il caso di spiegare che cosa è accaduto ieri lungo la rete autostradale della provincia di Genova e nell’immediata area urbana.
Complice il lungo ponte del 25 aprile, cioè oggi, una marea di veicoli è calata su Genova con destinazione Fiera. Decine di migliaia di turisti motorizzati fin dal primo mattino hanno preso d’assalto l’area genovese con lo scopo di passare una breve vacanza all’ombra della Lanterna. Due gli obiettivi: Euroflora e l’Acquario. Provenivano da tutte e quattro le direttrici: da ponente sulla A10, da levante sulla A12, dal Piemonte attraverso la A26, da Milano lungo la A7. Una vera e propria invasione che il nodo autostradale genovese non è riuscito a sostenere. Infatti, mentre i comunicati radiofonici delle reti locali e di Isoradio parlavano di «code in prossimità delle intersezioni tra A10 e A26 e tra A10 e A7», di fatto tutto il percorso autostradale era una lunga e interminabile coda dove migliaia di veicoli si muovevano (quando ci riuscivano...) a passo d’uomo, in prima o in seconda. Impossibile salire di marcia o sperare di accellerare l’andatura.
La situazione, tra l’altro, si è anche aggravata nel tardo pomeriggio quando un mezzo pesante che trasportava un grosso serbatoio pieno di gas propano, mentre percorreva la A7 in direzione Genova per ragioni ancora in fase di accertamento si è cappottato rendendo estremamente pericoloso il transito nei paraggi. Il pericolo era tale che tutti i mezzi diretti a Genova sono stati fatti uscire dalla A7 a Tortona e dirottati verso la A21 in direzione Alessandria. Vista la lunghezza delle operazioni per alleggerire il Tir del suo carico di gas, l’autostrada è stata chiusa in entrambe le direzioni (a Genova è stata fatta imboccare direttamente la A26 in direzione Milano) e i lavori sono andati avanti per buona parte della notte.
Più a valle, il «tappo» era soprattutto il casello di Genova Ovest. Il problema è che anche dall’altra parte c’era ben poco da sperare. La coda iniziava già lungo la corsia che scende verso la sopraelevata, ridotta ad un lungo serpentone di automobili in coda. E la situazione restava difficile fino alla Foce dove buona parte dei veicoli era diretta. Anche perché molti sono scesi a Caricamento per raggiungere il Porto Antico. Insomma, un’altra giornata da dimenticare. E tutto lascia pensare che venerdì sarà anche peggio. Sempre che sia possibile andare peggio di così.