L’inviato di D’Alema in Somalia incontra lo «sceicco-canaglia»

Marta Ottaviani

Se non è uno scivolone ci manca veramente poco. Il delegato della Farnesina in Somalia, Mario Raffaelli, è stato criticato duramente dal governo transitorio somalo con sede a Baidoa. Il motivo è l’incontro del diplomatico con lo sceicco Hasan Taher Aweys, leader delle Corti islamiche somale. L’Italia così guadagna il primato di essere stato il primo Paese dell’Unione europea ad avere incontrato il leader islamico, definito da molti un fondamentalista. Un particolare non da poco se si pensa che gli Stati Uniti hanno dichiarato ufficialmente di non essere disposti a dialogare con lo sceicco, che fa parte della lista nera della sicurezza americana.
Un posto che si è meritato non senza ragione, se si pensa che proprio ieri, in un’intervista alla Reuters, Aweys ha dichiarato che la sharia, la legge coranica, dovrebbe regnare su tutta la Somalia e che il presidente statunitense George Bush dovrebbe essere processato come criminale.
Sempre ieri è arrivata la stoccata da Ali Mohamed Gedi, premier del governo somalo di transizione, ha dichiarato: «Parlare con il leader delle Corti islamiche è come parlare con Osama Bin Laden», aggiungendo che i negoziati avviati con le stesse Corti potrebbero saltare.
Il vertice con il diplomatico italiano è avvenuto due giorni fa nella località di Tus Marib e ha provocato la reazione immediata delle autorità somale. In un comunicato ripreso ieri dal quotidiano arabo Al-Sharq al-Awsat, il governo provvisorio ha criticato l’incontro fra il delegato italiano e Aweys, che ha impresso una svolta di stampo integralista alle corti islamiche. Non solo. La nota si conclude con l’annuncio dell’invio di una protesta formale nei confronti del nostro governo.
A rincarare la dose sono arrivate anche le parole di Hasan Taher Aweys, che ha confermato l’avvenuto incontro con Raffaelli e ha aggiunto un particolare che non mancherà di infastidire ulteriormente il governo provvisorio di Baidoa. «Ho discusso con l’inviato italiano sull’attuale situazione in Somalia - ha detto lo sceicco - e sulle trattative in corso tra governo transitorio e le Corti islamiche».
Aweys non ha voluto fornire altri particolari sui temi affrontati durante la riunione con il rappresentante della Farnesina. Di certo si sa solo che qualche giorno fa Raffaelli aveva lanciato la proposta di un ingresso graduale delle Corti islamiche all’interno del governo transitorio come primo passo per la soluzione del conflitto in atto fra le parti. Soluzione, però, che l’esecutivo di Baidoa ha fatto intendere di non gradire.
Intanto, a Mogadiscio, si continua a sparare. Ieri una battaglia tra le milizie islamiche e gli ultimi gruppi di resistenza dei signori della guerra ha provocato almeno 35 morti e centinaia di feriti.