L’invito dei banchieri europei: liberiamoci dei titoli italiani

Nel giorno in cui i mercati tornano a colpire duro i titoli di Stato europei e gli investitori scaricano titoli di Stato italiani, le banche estere in Italia evocano un «disastro», se il tentativo di Mario Monti dovesse fallire. Il timore è che un appoggio troppo tiepido al nuovo governo da parte delle forze parlamentari, specie alla luce delle misure impopolari che dovranno essere varate. A lanciare l’allarme sono in particolare le banche estere in Italia: «Se Monti non avesse successo allora l’atteggiamento della comunità finanziaria italiana e internazionale sarebbe un disastro», dice il presidente dell’Aibe Guido Rosa all’assemblea annuale dell’Associazione fra le banche estere in Italia, precisando: «sono convinto che Monti possa farcela nell’enorme lavoro che lo attende». Meno convinto è il presidente della Federazione delle banche europee, Christian Clausen, il quale in un’intervista ha invitato di fatto gli istituti di credito del vecchio continente a liberarsi dei titoli di stato italiani. «Le banche fanno esattamente quello che dovrebbero fare: stanno riducendo i rischi. Vediamo chiaramente come vengono venduti i titoli italiani. E dovrebbero continuare a farlo per allontanarsi dall’epicentro della crisi». Un invito che le banche francesi, per esempio, hanno già fatto proprio da tempo: i quattro maggiori istituti di credito d’Oltralpe, infatti, in meno di un anno hanno dimezzato la loro esposizione sul tesoro italiano (da 41,1 a 22,1 miliardi di euro).
L’invito choc di Clausen ha subito scatenato la reazione dell’Abi che ha parlato di «dichiarazioni assolutamente lesive dell’immagine del nostro Paese». Giovanni Sabatini, direttore generale dell’Abi, annuncia passi formali. «Una posizione inaccettabile. Un presidente deve esprimersi nell’interesse di tutti i suoi associati»