L’ipocrisia delle bandiere arcobaleno

Carissimo dott. Lussana, ho letto con vivo interesse e molto apprezzamento il Suo articolo apparso sul numero di sabato 23 corrente «Se l'arcobaleno non spunta più» che sottoscrivo in toto.In particolare mi è piaciuto il finale con quelle due frasi che sintetizzano mirabilmente l'attuale situazione politica locale e, se vogliamo,anche nazionale. Ecco,sarebbe molto utile se, Suo tramite, i nostri politici di destra,centro e soprattutto sinistra riuscissero a «provare a ragionare» ma, ancora più importante, sarebbe far giungere questo pensiero alla massa dei cittadini che avrebbero veramente bisogno di usare molto più il cervello e non la ormai superata ideologia. Continui così nella speranza che molti altri lettori la pensino come me.
Gian Giacobbi

Egregio Direttore, anche oggi, come altri giorni, ho apprezzato il suo fondo sulle bandiere della pace. Certo che le analisi socio-psicologiche sembra proprio non servano a uomini e donne che continuano a non capire e vedere, con quanta demagogia e falsità, la posizione politica dell'Unione, li inganna e li strumentalizza. Abbiamo detto mille volte che solo un pazzo può essere d'accordo per la guerra e che è facile rispondere al quesito «vuoi la guerra o la pace?» e che se sei contro devi dare il voto a quella parte politica che va dagli ex-Pci (ora articolati in vari partiti) agli ex-democristiani (ex demitiani ora margherita). Forse il naturalista Darwin, se fosse vivo, potrebbe aiutarci nel capire il fenomeno. D'altro canto capisco pure che se c'è un elettorato che «abbocca» alle strumentalizzazioni e si lascia condurre per mano dove decidono, di volta in volta, altri, non posso biasimare chi cerca di catturare questa parte di società (nel voto) e una volta eletto fare e disfare a proprio piacimento qualsiasi decisione o posizione. Ieri ero a Sestri Ponente dove era indetta una riunione (da un comitato cittadino, ma ve ne sono tanti che non si sa neppure quanto siano rappresentativi!) per parlare delle strisce gialle a seguito della lamentele dei cittadini. Era presente, tra gli altri, 1'assessore Merella, che tra 1'altro ricopre una carica che dovrebbe essere stata suffragata da un consenso popolare, e che invece non è stato neppure eletto. Certo la responsabilità morale è molto più grave per chi l'ha investito della carica! Riporto una frase, emblematica e che si rifà ai concetti espressi sopra, di un signore che alzatosi per parlare ha detto «...siete stati eletti per governare non per comandare...». E qui ritorno alla conclusione in altrettante mie lettere al Giornale ed enunciata anche nel suo articolo di oggi sulla pace, «...il minimo che si può dire a questi elettori è che si meritano tutto ciò di cui sono scontenti, sebbene poi a fare le spese siamo anche noi che non li abbiamo votati...», e ancora «....che il succo di questa politica ignobile che sfrutta i sentimenti e l'ignoranza, non fa onore all’intelligenza di chi dovrebbe perseguire il Bene Pubblico...(aggiungo io)».
Cordiali saluti e grazie per l'attenzione.
Gaetano Bruno
Ex Segretario Politico PSI
Genova Sestri Ponente